<![CDATA[il Giornale]]> Fri, 10 Mar 2017 15:08:39 +0100 Fri, 10 Mar 2017 15:08:39 +0100 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Il tiro al poliziotto dei grillini. Vogliono identificare gli agenti]]> Il Movimento Cinque Stelle torna alla carica e mette nel mirino poliziotti, militari e carabinieri. Mentre l&amp;#39;opinione pubblica è distratta dal caso Consip e le beghe di casa Renzi, alla Camera i grillini cerca di approvare un emendamento per obbligare le forze dell&amp;#39;ordine a portare sul petto un &amp;ldquo;codice identificativo&amp;rdquo; che li renda riconoscibili. Rendendoli così (ancor più) il facile bersaglio di chi in cortei e manifestazioni si diverte a ricoprire gli agenti di sassi, bombe carta e bastonate.Lunedì scorso i deputati si sono ritrovati in Commissione Affari Costituzionali per discutere del decreto legge sulla sicurezza urbana. È la legge voluta dal ministro dell&amp;#39;Interno Marco Minniti, e approvata lo scorso 20 gennaio, con l&amp;#39;obiettivo di rendere più sicure le città. Semplice e lineare. O almeno così dovrebbe essere. Perché all&amp;#39;inizio del lungo iter parlamentare di approvazione, i grillini hanno già piazzato la prima trappola, depositando una modifica al testo che mette in allarme i sindacati di polizia. L&amp;#39;emendamento, di cui il Giornale è venuto in possesso, prevede che sulla divisa delle forze dell&amp;#39;ordine venga &amp;ldquo;apposto un codice identificativo univoco di squadra&amp;rdquo; che sia visibile &amp;ldquo;a distanza di almeno 15 metri e anche in condizioni di scarsa visibilità&amp;rdquo;. Manca solo la foto segnaletica. I codici dovrebbero essere attribuiti &amp;ldquo;in modo da garantirne la casualità e la rotazione&amp;rdquo; (evitando così di marcare a vita un&amp;#39;intera squadra), appuntando però l&amp;#39;assegnazione in un apposito registro così da risalire ai nominativi in caso di bisogno.La polizia storce già il naso. &amp;ldquo;I codici identificativi &amp;ndash; dice Giuseppe Crupi, dirigente nazionale del Siap - metterebbero a rischio la sicurezza dei reparti di polizia e l&amp;rsquo;incolumità degli agenti perché li espone ad azioni di ritorsione mirate&amp;rdquo;. Alcuni hanno fatto notare che Paesi come Spagna, Francia e Germania si sono già adeguate al &amp;ldquo;Codice europeo di etica per la polizia&amp;rdquo; che prevede sistemi identificativi per gli agenti. Importare dall&amp;#39;estero non sempre è però la soluzione migliore. Secondo il Siap, infatti, &amp;ldquo;l&amp;#39;Italia non è ancora pronta perché manca la certezza della pena e il rispetto per le forze dell&amp;#39;ordine&amp;rdquo;. Il rischio è che la schedatura si trasformi in un tiro a segno contro l&amp;#39;agente. &amp;ldquo;Non siamo contrari a prescindere alle targhette &amp;ndash; spiega Crupi - ma bisogna creare le condizioni di tutela per chi opera dell&amp;rsquo;Ordine Pubblico e non devono favorire coloro chi utilizzano le manifestazioni solo per compiere atti di violenza&amp;rdquo;.Il M5S però sembra intenzionato ad andare avanti con l&amp;#39;emendamento firmato da una decina di deputati tra cui la potente Roberta Lombardi e l&amp;#39;istrionico Danilo Toninelli. Già agli albori del grillismo la base chiedeva a gran voce di tutelare i cittadini dagli &amp;ldquo;agenti dal manganello facile&amp;rdquo;. Rispetto al passato il M5S ha abbandonato l&amp;#39;idea dalle targhette individuali in favore di identificativi di squadra. Ma poco cambia. Il chiodo fisso infatti è sempre quello, una ossessione peraltro condivisa con una fornita schiera di onorevoli della sinistra. Che da qualche anno intasano le commissioni parlamentari con disegni di legge sul tema firmati dai vari Peppe De Cristofaro (Sel), Luigi Manconi e Marco Scibona.A sorprendere (o forse no) è come mai non si registri pari solerzia nel supportare le (poche) richieste delle forze dell&amp;#39;ordine. I sindacati di categoria in fondo domandano solo piccoli accorgimenti: telecamere su caschi con cui filmare i manifestanti, un pm che supervisioni i cortei e precisi ordini di servizio con cui gestire l&amp;#39;ordine pubblico. Ma in Italia si sa: il nemico numero uno è sempre chi veste la divisa. Meglio schedare la polizia anziché i violenti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/09/23/1474617066-gettyimages-487581817.jpg" /> <![CDATA[Spopola su Tinder l'utente che cerca l'anima gemella vestito da Gesù]]> Capelli lunghi, barba e tunica: Gesù è tornato e ha un profilo su Tinder.Non si sa quale sia la vera identità del ragazzo che si fa chiamare &amp;quot;Tinder Jesus&amp;quot;, se non che ha 21 anni e vive in Luisiana. Non è sulla famosa app di incontri per predicare o cercare seguaci, quanto piuttosto il &amp;quot;vero amore&amp;quot;. E per farlo ha deciso di sfruttare la sua somiglianza con l&amp;#39;iconica figura di Gesù. Anche se, in quanto cattolico, ha detto di essersi &amp;quot;posto qualche dubbio&amp;quot;, &amp;quot;ma non ho mai detto di essere quello vero&amp;quot;.&amp;quot;Tutti mi dicevano di assomigliare a Gesù - racconta il misterioso Tinder Jesus - quindi creare un profilo del genere per me è stato praticamente ovvio&amp;quot;. Sfruttando la somiglianza con il predicatore che lo precedette duemila anni fa, il ragazzo sembra ottenere parecchio successo con le esponenti del gentil sesso. &amp;quot;All&amp;#39;inizio riuscivo a ottenere un match ogni cinque visualizzazioni del profilo - spiega - Ora ottengo un match per ogni visualizzazione che ricevo&amp;quot;.Ma, a differenza di quanto si potrebbe pensare, Tinder Jesus non mira &amp;quot;a rimorchiare&amp;quot;. &amp;quot;Da quando mi sono iscritto (circa un mese fa) sono uscito con cinque ragazze - ha detto all&amp;#39;Huffington Post - tutte pensavano che fossi un Don Giovanni, ma io sono alla ricerca della donna giusta. Solo che sto cercando su larga scala&amp;quot;. Purtroppo, nessuna delle cinque fanciulle sembra aver apprezzato la sua originalità. Per lo meno non tanto da voler uscire con un &amp;quot;Gesù&amp;quot; in tunica. &amp;quot;Mi hanno detto di non presentarmi vestito da Gesù - riferisce con rammarico il 21enne - Anche se a me sarebbe piaciuto&amp;quot;.[[fotonocrop 1373685]]Ma l&amp;#39;interpretazione va oltre il mero aspetto fisico. Il ragazzo infatti si è fatto ritrarre durante divertenti gag che l&amp;#39;hanno in breve tempo fatto diventare super popolare, anche fuori dai confini della app di incontri. Tra le foto postate, una delle più apprezzate è quella in cui si vede il moderno predicatore mentre versa l&amp;#39;acqua in un bicchiere che si riempie &amp;quot;miracolosamente&amp;quot; di vino. La sua celebrità del web è tale che ormai lo si potrebbe anche definire &amp;quot;il Signore di internet&amp;quot;.Qualcuno però non è per niente entusiasta: la mamma del 21enne americano che, a malincuore, ammette: &amp;quot;Mia mamma non è molto contenta, nel senso che ha paura che io possa danneggiarmi in qualche modo&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489152422-tinder-jesus.jpg" /> <![CDATA[Libro satirico sui dem primo in classifica negli States]]> Un libro di 266 pagine completamente bianche: questo il numero uno nella classifica delle vendite su Amazon Usa. Sembrerebbe uno scherzo, ma l&amp;#39;opera di Michael J. Knowles, &amp;quot;Reasons To Vote For Democrats&amp;quot;, è realmente composto solo da pagine bianche. A riportare la notizia, tra gli altri, è stata la Cnn.Un libro, dice l&amp;#39;autore, leggibile in 10, massimo 20 secondi, ma al contempo completamente esaustivo sull&amp;#39;argomento.A colpire i lettori degli Stati Uniti, evidentemente, è stato il sarcasmo di Knowles. Il libro, infatti, sostiene che non vi sia alcuna ragione specifica per votare i democratici. Anzi, questa, secondo la descrizione del libro presente su Amazon, sarebbe la ricerca più esaustiva e coerente sulle ragioni del voto ai dem. Un altro grande successo del politicamente scorretto, in fin dei conti, chiaramente legato alla crisi del partito democratico negli Stati Uniti, alla sconfitta delle recenti elezioni presidenziali e alla sempre alla dirompente satira repubblicana che in questi mesi sta spopolando negli ambienti online e non.Knowles, del resto, laureato a Yale e corrispondente del Daily Wire, è un conclamato autore repubblicano, apertamente critico nei confronti del mondo dem. Il libro, inoltre, è stato autopubblicato da Knowles, non sarà quindi immediatamente entrato nella grande distribuzione, ma le vendite online lo hanno portato in vetta alla classifica ed al centro del dibattito politico negli Stati Uniti. Da segnalare, infatti, un&amp;#39;ospitata su Fox per il corrispondente che continua imperterrito a sostenere che per votare i dem non vi sia proprio alcuna ragione. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/11/15/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118.jpg" /> <![CDATA[Alex Belli presenta The Materials: La mia passione per la fotografia]]> Immersi nell&amp;#39;elegante location di via Montenapoleone 1, a Milano, diversi giovani artisti hanno messo in mostra le loro opere: scarpe, abiti e fotografie. Tra questi Alex Belli, noto al grande pubblico come attore, ma in realtà anche un musicista e soprattutto un fotografo.Ivan Nanut, direttore e fondatore di Creazioni Milano, ha aperto il suo spazio per allestire le opere di Belli. Il progetto, dal simbolico nome &amp;quot;The Materials&amp;quot;, ha l&amp;#39;obiettivo di trasformare la fotografia digitale in materia.[[video 1373656]]&amp;quot;Noi oggi abbiamo la possibilità di scattare tante immagini - racconta l&amp;#39;artista (guarda il video) - che però rimangono dentro a tanti supporti digitali con il rischio di andare perse. Per questo mi è venuta l&amp;#39;esigenza di stampare su dei materiali eterni come alluminio, bronzo, rame e pelle&amp;quot;. Nella realizzazione delle fotografie Belli è stato aiutato da Alessandro Filippi, make up artist che si è occupato di truccare le modelle e i modelli scelti dal fotografo.Ospite in via Montenapoleone anche Luna Berlusconi: &amp;quot;Qui si respira arte, fashion, moda, stile. Credo che sia un connubio meraviglioso perché c&amp;#39;è tantissima femminilità. Ci sono degli stilisti emergenti come Enrico Mazza, JF London, scarpe incredibili e borse stupende. Ad arricchire il tutto c&amp;#39;è l&amp;#39;arte di Alex Belli. È conosciuto come attore ma in realtà è un fotografo&amp;quot;. E conclude: &amp;quot;È la prima volta che vedo le opere di Alex e sono rimasta colpita dalla materia. Credo sia un ottimo fotografo e anche un grande artista. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489149670-belli.jpg" /> <![CDATA[Comprò un vibratore con i fondi pubblici, consigliere condannato a due anni]]> È stato condannato a due anni di reclusione per peculato il consigliere regionale sudtirolese che comprò un vibratore usando i fondi pubblici. A tradire Pius Leitner, uno scontrino di un sexy shop scoperto dalla Guardia di Finanza.La vicenda risale a un esame dei rimborsi dei gruppi del consiglio provinciale di Bolzano, avvenuto nel 2014. Tra la documentazione acquisita dalle fiamme gialle, è saltato fuori uno scontrino da 64,92 euro, datato 16 maggio 2012, per l&amp;#39;acquisto di un vibratore e altri gadget erotici in un sexy shop di una nota catena tedesca.Dopo i controlli sulle rendicontazioni, fu aperta un&amp;#39;inchiesta in merito agli acquisiti compiuti dal gruppo consigliare, di sei membri, di cui Pius Leitner era il capogruppo. Tra le varie accuse, quella che fece più scalpore fu proprio quella, a carico di Leitner, di avere comperato con fondi pubblici oggetti erotici.All&amp;#39;inizio il gruppo si giustificò parlando di un regalo, poi di uno &amp;quot;scherzo&amp;quot; per il compleanno di un collega. Ma il partito smentì tutto. Al di là dello scandalo, non mancarono le polemiche tra i cittadini per l&amp;#39;utilizzo improprio dei fondi asseganti.Tre anni dopo è arrivata la condanna per il consigliere regionale a due anni di reclusione per peculato. L&amp;#39;esponente del partito di destra Freiheitlichen ora rischia anche la carica politica, per via della legge Severino. La sua difesa ha annunciato che farà ricorso. Assolta, invece, la compagna di partito Ulli Mair. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489148713-pius-leitner.jpg" /> <![CDATA[Il Las Palmas chiama Ranieri: l'ex Leicester torna in Liga?]]> Claudio Ranieri è stato esonerato inaspettatamente dal Leicester dopo che, nella passata stagione, il tecnico romano aveva condotto alla vittoria della Premier League le Foxes, per la prima volta nella sua storia. L&amp;#39;ex allenatore di Inter, Roma e Juventus ha incassato la solidarietà di colleghi, calciatori, addetti ai lavori e media ma secondo quanto annunciato dal suo agente, Ranieri ha subito voglia di rimettersi in pista e la Premier League sarebbe il campionato a lui più congeniale.Secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo As, Ranieri piace molto al Las Palmas allenato da Quique Setien. Il club delle Canarie è attualmente dodicesimo in Liga spagnola a quota 32 punti, a più 13 sulla zona retrocessione e dunque abbastanza tranquillo per quanto riguarda la salvezza. Secondo As, dunque, il Las Palmas è pronto ad offrirgli un contratto pluriennale, anche se il tecnico romano non è l&amp;#39;unico in lizza per la panchina del club spagnolo visto che c&amp;#39;è anche l&amp;#39;ex Palermo Roberto De Zerbi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/25/1488013022-ranieri-sconsolato.jpg" /> <![CDATA[A Dusseldorf ferite anche due italiane]]> C&amp;#39;erano anche due italiane tra le persone coinvolte ieri sera nell&amp;#39;assalto con l&amp;#39;accetta nella stazione di Dusseldorf con l&amp;#39;ascia.Lo ha detto Norbert Wessler, portavoce della polizia in una conferenza stampa in cui è stato fatto il punto su quella che poteva essere una strage ma che non avrebbe una matrice terroristica. Sono 9 in totale le persone rimaste ferite dall&amp;#39;uomo, un 36enne originario dell&amp;#39;ex Jugoslavia e con problemi psichici. Secondo la polizia quattro dei feriti sono stati colpiti gravemente, anche se non sono in condizioni critiche. L&amp;#39;aggressore avrebbe iniziato a colpire all&amp;#39;impazzata prima i passeggeri nel vagone di un treno e poi nella hall di una delle stazioni tedesche più importanti. Poi ha provato a fuggire gettandosi da un ponte ed è stato arrestato e portato in ospedale per fratture plurime. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/09/1489094313-c6gxybbwmaex2i.jpg" /> <![CDATA[Lodi, assaltano la trattoria nella notte. Titolare uccide ladro a fucilate]]> Un colpo di fucile nella sua trattoria violata dai ladri. Il ladro trovato cadavere a 300 metri dal locale. Sono questi i particolari della tragedia avvenuta questa notte in una frazione di Casaletto Lodigiano (Lodi), dove una banda di ladri è stata scoperta dal proprietario della trattoria-bar di Gugnano che subito dopo ha aperto il fuoco con il suo fucile da caccia.L&amp;#39;irruzione dei banditiL&amp;#39;irruzione all&amp;#39;&amp;quot;Osteria dei amis&amp;quot; è avvenuta intorno alle 3 o le 4 di questa notte. Per entrare nell&amp;#39;osteria i ladri hanno usato l&amp;#39;ingresso dal retro, forzando la saracinesca e facendo irruzione nei locali per rubare sigarette e altri beni. È scattato però l&amp;#39;allarme. Il titolare, Mario Cattaneo, vive al piano superiore e stava dormendo. Svegliato di soprassalto dall&amp;#39;allarme, si è imemdiatamente precipitato disotto per difendere la sua proprietà portando con sé il fucile da caccia.Ladro abbandonato in stradaSecondo quanto si apprende dalla prima ricostruzione fornita dall&amp;#39;uomo ai carabinieri, tra i ladri e il proprietario è iniziata una colluttazione alla fine dalla quale Cattaneo ha aperto il fuoco. Un colpo di fucile ha colpito uno dei tre banditi. Il corpo della vittima è stato trovato a circa 300 metri dal locale vicino al cimitero, seminudo e senza portafogli. È probabile che i complici lo abbiano abbandonato a bordo strada e gli abbiano tolto segni di riconoscimento. Forse per coprirsi la fuga. Il titolare dell&amp;#39;osteria invece è stato curato dagli operatori sanitari per le lievi ferite riportate ed è stato ascoltato dai carabinieri.Il racconto del testimoneCi sarebbe un testimone, un vicino del ristoratore che ha visto tutto e avrebbe interagito anche con l&amp;#39;uomo dopo che questi ha aperto il fuoco. &amp;quot;Ero insonne a letto - ha raccontato all&amp;#39;Ansa un vicino di 76 anni - e ho sentito anzitutto l&amp;#39;allarme del bar. Qualche secondo dopo c&amp;#39;è stato un forte rumore che poi ho capito essere quello della saracinesca che veniva alzata. Immediatamente sono andato ad aprire la finestra della mia sala e ho visto quattro persone che urlavano: Mario Cattaneo, l&amp;#39;uomo che ha sparato, la moglie, la nuora e il figlio. In quel momento in particolare la moglie gridava al marito spingendolo in casa: &amp;#39;Metti giù questo fucile&amp;#39;. E Il figlio gridava al padre: &amp;#39;Perché hai caricato il fucile?&amp;#39;&amp;quot;.Il sindaco con il ristoratoreIl sindaco e l&amp;#39;amministrazione comunale di Casaletto Lodigiano saranno &amp;quot;al fianco di Mario e Luca e delle loro famiglie&amp;quot;, ha scritto in una nota il Comune &amp;quot;in seguito ai tragici eventi che oggi hanno sconvolto la nostra piccola comunità e ancor prima la famiglia di Mario e Luca&amp;quot;. In questo &amp;quot;drammatico momento&amp;quot;, si legge, &amp;quot;diamo loro la nostra piena solidarietà e la vicinanza di tutta la nostra gente&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489143861-carabi.jpg" /> <![CDATA[Parlano i due genitori gay: Siamo felici per i nostri figli ma serve una legge per i diritti di tutti]]> &amp;quot;Finalmente i nostri figli possono essere riconosciuti come tali anche in Italia. Entrano a pieno titolo nel nostro asse ereditario e non dovremo più viaggiare in Italia con il magone, nella speranza che non succeda nulla. I nostri figli diventano a pieno titolo cittadini italiani, come è giusto che sia in caso di adozione&amp;quot;.Così in una intervista a La Repubblica parlano i due genitori italiani che da anni si sono trasferiti a Londra. Lì hanno prima potuto unirsi civilmente, poi sposarsi e successivamente adottare due bambini. La coppia ha infatti adottato nel 2014 due fratellini inglesi di 4 e 6 anni per poi rivolgersi alla Rete Lenford affinché quell&amp;#39;adozione fosse riconosciuta in Italia.&amp;quot;Siamo stati aiutati molto dall&amp;#39;avvocata Susanna Lollini, che ci ha accompagnato nel percorso e spiegato procedure, tempi, ruoli e rischi. Noi non siamo esperti legali e la procedura sarebbe stata impossibile per chi, come noi, è lontano dall&amp;#39;Italia...&amp;quot;, hanno dichiarato.Quanto alla recente decisione avvenuta a Trento dove la Corte d&amp;#39;Appello ha riconosciuto a una coppia gay la possibilità di essere considerati padri di due bambini nati all&amp;#39;estero grazie alla maternità surrogata dicono: &amp;quot;E&amp;#39; un altro tipo di genitorialità, ma non la nostra prima scelta. Come ogni tema sensibile, è una materia delicata che deve essere regolata e non proibita. Bisogna permettere l&amp;#39;uso corretto che ne viene fatto in Paesi con un sistema legale adeguato e su base volontaria, non deve essere basata su interessi di carattere economico&amp;quot;.&amp;quot;Intanto possiamo dire che siamo felici per noi e per i nostri bambini. Ma quello che ci auguriamo adesso è che questa sentenza possa aprire un dibattito in Italia sulla questione delle adozioni&amp;quot;, concludono. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/09/1489066367-gay.jpg" /> <![CDATA[Monza, la vittoria degli animalisti: cimitero anche per gli animali domestici]]> A Monza arriva un cimitero per gli amici a quattro zampe.A gran richiesta degli animalisti, il Consiglio comunale ha votato una mozione per realizzare un camposanto riservato agli animali d&amp;#39;affezione. Ora spetta alla giunta, di centrosinistra, di individuare un&amp;#39;area idonea su un terreno privato, potrebbe essere un terreno agricolo nelle vicinanze del cimitero urbano, e autorizzare una società del settore ad avviare l&amp;#39;attività.L&amp;#39;autore della mozione è Paolo Piffer, consigliere comunale della lista Primavera Monza. &amp;quot;La perdita di un animale domestico rappresenta un grandissimo dolore - racconta il consigliere al Corriere della Sera - Dopo la sua scomparsa dovrebbe essere prevista anche nella nostra città la possibilità di dimostrare il proprio amore occupandosi della sistemazione in una degna dimora, mentre adesso il trattamento riservato è quello per lo smaltimento di un rifiuto speciale&amp;quot;. Quello di Monza non è il primo comune a decidere di realizzare un luogo di sepoltura dedicato specificatamente agli animali domestici. Apripista è stata Pavia, tre anni fa, poi altri comuni lombardi, tra cui Milano, hanno seguito le orme.Proprio alla struttura di Pavia, con una superficie di 3.500 metri quadrati e costi per gli utenti che oscillano fra i 130 e 180 euro, si vuole ispirare Claudio Colombo, l&amp;#39;assessore all&amp;#39;Urbanistica monzese. &amp;quot;Si tratterebbe di una normalissima attività commerciale - spiega Colombo - Di aree idonee in città ce ne sono molte e comunque, essendo il cimitero per animali previsto anche dal Pgt appena adottato, sarebbe possibile modificare la destinazione di un&amp;rsquo;area agricola senza troppi problemi&amp;quot;.I costi, a carico dell&amp;rsquo;utenza, comprenderanno anche l&amp;rsquo;inumazione, secondo le leggi in materia, che stabiliscono che i resti dell&amp;rsquo;animale vengano collocati in un involucro biodegradabile. Sul luogo di sepoltura, poi, i padroni potranno collocare una piccola targa a ricordo e delimitare il luogo con un piccolo cordolo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/04/18/1460979968-cimitero.jpg" /> <![CDATA[Tiziano Renzi si autosospende da segretario del Pd di Rignano sull'Arno]]> &amp;quot;Vi abbraccio tutti. Buon lavoro e viva il Pd&amp;quot;. Tiziano Renzi ha annunciato la decisione di autosospendersi dalal segreteria del Pd di Rignano sull&amp;#39;Arno, il paese in provincia di Firenze dove vive.Un messaggio di poche parole e poi l&amp;#39;abbandono del gruppo WhatsApp dei segretari comunali fiorentini del partito democratico, come racconta il Corriere Fiorentino. L&amp;#39;autosospensione è stata prima comunicata al segretario metropolitano, Fabio Incatasciato. Nei prossimi giorni, forse già lunedì sera, gli iscritti al circolo di Rignano si riuniranno per decidere a chi affidare la reggenza al posto del segretario.Il papà dell&amp;#39;ex premier Matteo Renzi è indagato nell&amp;#39;ambito dell&amp;#39;inchiesta Consip per traffico di influenze illecite. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/04/1488612900-tiziano-renzi.jpg" /> <![CDATA[Whatsapp si apre al business, a caccia di risultati economici]]> Tanti aggiornamenti, tra cui quello che ha portato anche Whatsapp sulla strada già tracciata da Snapchat prima e poi da Instagram e Facebook, con le Storie, ormai formato condiviso tra molte piattaforme, ma uno - potenzialmente più importante - che ancora deve essere annunciato.Sono indiscrezioni della Reuters a dire che ora la piattaforma di messaggistica ha in mente un altro balzo in avanti, uno che possa far fruttare in termini economici la massa costituita dal miliardo di utenti dell&amp;#39;app, permettendo alle società che fanno business di mettersi direttamente in contatto con loro.Una serie di &amp;quot;test sono in corso con una manciata di compagnie&amp;quot;, dice Reuters, specificando come, dopo l&amp;#39;acquisto da parte di Facebook, Whatsapp non abbia davvero sviluppato un modello di business. E stia ora considerando la possibilità di far pagare le società in cambio dell&amp;#39;accesso a un bacino d&amp;#39;utenza enorme.Una delle ipotesi è quella di permettere di contattare i clienti proprio attraverso Whatsapp, ma evitando ogni tentativo di comunicazioni moleste o insistenti, che potrebbero allontanare i clienti, invece che portare a risultati economici. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/07/12/1436695407-whatsapp.jpeg" /> <![CDATA[Contabilizzatori energia: quelli nuovi da sostituire entro 10 anni]]> Tutto da rifare entro i prossimi 10 anni. I nuovi contabilizzatori installati nelle case recentemente dovranno essere sostituiti già entro il 2027 se non sono leggibili a distanza. E a sancirlo, come riporta il sole24ore, sono alcune modifiche alle direttive Ue 2012/27 e 2010/31 che in questo momento la Commissione Ue sta proponendo agli Stati membri. E ovviamente su questa ulteriore modifica insorge Confedilizia. Il presidente Giorgio Spanzani Testa, ascoltato in Commissione Industria del Senato ha fatto notare come moltissimi dei contabilizzatori da sostituire nei prossimi anni sono stati appena installati. &amp;quot;A fronte dei pesanti investimenti dedicati, la proporzionalità di questa misura rispetto al limitato beneficio previsto &amp;ndash; tra un contatore leggibile a distanza e uno che non lo è &amp;ndash; non è stata affatto dimostrata. E (secondo stime dettagliate, i costi potrebbero variare tra 50 e 140 &amp;euro; per il retrofitting di un contatore, 24-60 &amp;euro; per un contabilizzatore individuale di calore, 890 e 2.700 &amp;euro; per sistemi M-bus o GSM&amp;quot;. Infine come riporta il Sole, Spanzani Testa ha aggiunto: &amp;quot;Se si prevedono obblighi generalizzati in tema di efficienza energetica, invece di incentivi, si dimenticano le famiglie che non riescono ad affrontare nemmeno le spese ordinarie di condominio&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/01/16/1389879606-bollette-elettriche.jpg" /> <![CDATA[Napoli, manifestanti occupano sala dove parlerà Salvini]]> Ancora tensioni per la presenza di Salvini a Napoli. Alcuni manifestanti hanno occupato la sala congressi della Mostra d&amp;#39;Oltremare di Napoli dove parlerà domani Matteo Salvini. I manifestanti fanno parte di alcuni movimenti della rete antirazzista e dei centri sociali. Nella sala in questo momento erano in corso, come riporta Repubblica alcuni lavori per sistemare l&amp;#39;impianto audio per l&amp;#39;intervento del segretario della Lega. I manifestanti hanno aperto dei cartelli e hanno scandito diversi slogan contro il leader del Carroccio. Da giorni in città alcuni manifestanti protestano contro la presenza di Salvini. Solo qualche giorno fa ci sono stati alcuni momenti di tensione durante la sua visita alla redazione de il Mattino. E alle proteste degli antagonisti Salvini ha risposto così: &amp;quot;Alle proteste dei centri sociali sono abituato, ci sono in giro dei figli di papà che amano fare a pugni in strada. Domani a Napoli verrò a dire che bisogna conoscersi e rispettarsi; la battaglia è nazionale. Bossi mi dice: interessati solo di Milano. Io dico no perché avere giovani che lavorino a Napoli come a Reggio Calabria è fondamentale per tutti. Quindi la battaglia è nazionale&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489146348-twitter.jpg" /> <![CDATA[Belen pubblica il video della sua prima lezione di pole dance. Ma scoppia la polemica]]> Belen Rodriguez è finita ancora nel tritacarne mediatico per colpa del video della sua prima lezione di pole dance pubblicato sul suo profilo Instgaram.Nel filmato la showgirl sta eseguendo un esercizio di pole dance e, stando a quanto lei stessa ha dichiarato, sarebbe la sua prima lezione. Belen si mostra sciolta e senza esitazioni durante la lezione, insomma, per essere la sua prima volta sembra essere piuttosta esperta. Il particolare, infatti, non è passato inosservato e gli utenti in rete si sono scagliati contro di lei accusandola di aver mentito.&amp;quot;Prima lezione? Mmmm... sei un po&amp;#39; cazzara Belen, eh?&amp;quot;, commenta un utente sotto il suo video. E se una parte del pubblico l&amp;#39;ha attaccata duramente, l&amp;#39;altra parte prende le sue difese. Un&amp;#39;insegnate di pole dance, infatti, ha subito scritto: &amp;quot;Io credo assolutamente che quella sia la sua prima lezione di pole dance. Una prima lezione privata, però. Non sta facendo niente di che, è allenata, non è un tricheco di 80 chili che non ha mai fatto sport. Per chi fa pole dance o la insegna, osservate: nel back hook ha le braccia tese, è totalmente appesa e non sostenuta. Sta su perché ha un buon fintess di base. Non malignate a tutti i costi e usate l&amp;#39;occhio clinico. Preciso che non sono una fan di Belen né una che la odia per partito preso, ma insegno pole dance e mi sembrano strani i commenti che ho letto. Poi c&amp;#39;è chi associa la pole al &amp;#39;lavoro di strada&amp;#39;, questa è una cosa che odio&amp;quot;. (Guarda il video) Prima lezione di pole dance, sembra una cazzata ma vi garantisco che ci vuole una forza e un controllo incredibile...... grazie ragazze!!!! Mi sono divertita un mondo! Ma non riesco a muovere le braccia!!!Un post condiviso da María Belén Rodriguez (@belenrodriguezreal) in data: 7 Mar 2017 alle ore 15:00 PST <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489145564-belen.jpg" /> <![CDATA[Quelle 2.850 navi fantasma ritrovate in acque europee]]> Nei primi due mesi dell&amp;#39;anno, 2850 navi da carico hanno disattivato il proprio transponder AIS, il Sistema di Identificazione Automatica, prima di entrare nelle acque d&amp;#39;Europa. E&amp;#39; quanto emerge da un&amp;#39;inchiesta del Times sui dati raccolti dalla società israeliana di analisi del traffico marittimo Windward. I gruppi terroristici potrebbero sfruttare tale vulnerabilità per traffici illeciti. La Windward si basa sui dati di spedizione disponibili e li analizza tramite algoritmi per identificare attività insolite, rotte antieconomiche o sospette. L&amp;#39;approccio algoritmico è diffuso in diversi paesi, ma non è universalmente adottato.La flotta fantasmaCentinaia di navi di grandi dimensioni, tra gennaio e febbraio, hanno disattivato la proprio posizione dopo aver manovrato nei pressi dei principali hotspot terroristici. Lo scorso gennaio, 540 navi di grandi dimensioni provenienti da Libia, Siria e Libano, hanno raggiunto l&amp;#39;Europa dopo aver spento il proprio sistema di tracciamento per un lasso di tempo compreso dalle tre alle sei ore. Almeno 50 le navi provenienti dall&amp;#39;Algeria che hanno navigato con i dispositivi di localizzazione disattivati.Oltre cento le navi scomparse sulla rotta dalla Libia verso la Grecia. Tali movimenti, non rilevati dai sistemi di monitoraggio standard, alimentano le preoccupazioni sul contrabbando illecito verso l&amp;#39;Europa. Le attività compiute al largo restano un mistero.Il Sistema di Identificazione Automatica di una nave (AIS) utilizza frequenze VHF marittime per inviare e ricevere dati sulla navigazione corrente, come ad esempio l&amp;#39;identità, la posizione, la velocità, la rotta, il numero di registrazione. Il transponder deve essere sempre mantenuto acceso per le unità di grandi dimensioni, sia in fase di manovra che all&amp;#39;ancora, interfacciandosi con i centri costieri di monitoraggio del traffico. Il sistema di tracciamento può essere disattivato a discrezione del comandante in caso di pericolo imminente o di minaccia per la sicurezza, come in ambienti con alto tasso di pirateria. Lo spegnimento deve essere comunque registrato nel diario di bordo, poiché la disattivazione AIS rende impossibile il tracciamento della nave, specialmente in grandi specchi d&amp;#39;acqua.Ad oggi non esiste un approccio universale e condiviso che tenga traccia di tutte le spedizioni attraverso i porti dell&amp;#39;Unione Europea lungo le sue coste lunghe 70 mila chilometri. Una carenza a lungo sfruttata dalle organizzazioni criminali. Subito dopo gli attentati dell&amp;#39;11 settembre, gli standard di sicurezza marittima sono stati rafforzati. Tuttavia, parte del problema in Europa è una mancanza di coordinamento o la condivisione di informazioni per identificare le attività sospette in mare che permetterebbe alle autorità di indirizzare le proprie risorse investigative in modo più efficace.Proprio il mare, rappresenta una backdoor verso l&amp;#39;Europa. A differenza delle frontiere terrestri, le acque che circondano l&amp;#39;Europa sono difficili da pattugliare con le attuali risorse. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489144337-27-3-piracy.jpg" /> <![CDATA[Melania Trump più popolare del marito]]> L&amp;#39;hanno presa di mira sin da subito. Attaccata, umiliata, vivisezionata in ogni suo sguardo e atteggiamento, pubblico o privato. Hanno scavato nel suo passato, sbattendo in prima pagina vecchi scatti osè che la ritraevano, ancora molto giovane, e senza esperienza, alla ricerca di un minuto di fama. Lei non si è mai scomposta, anche quando è scivolata in modo maldestro su una buccia di banana, pronunciando un discorso che ricopiava, pari pari, alcune frasi di Michelle Obama. Oppure quando si è &amp;quot;permessa&amp;quot; di portare un dono a Michelle Obama, il giorno dell&amp;#39;insediamento. Nonostante tutto (e tutti) agli americani Melania Trump piace.Secondo un&amp;#39;indagine resa pubblica dalla Cnn il 52% dei cittadini Usa ha un&amp;rsquo;immagine positiva della First Lady. Le sue uscite pubbliche sono molto rare, da quando The Donald si è insediato alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso. Solo il 32% degli intervistati la disprezza (sondaggio Orc International). I dati contrastano con quelli del presidente, il cui tasso di disapprovazione tocca il 53% e quello di approvazione al 44%.Ma torniamo a Melania. Il 52% di approvazione nei suoi confronti è di 16 punti superiore a quello registrato appena un mese e mezzo fa, quando il marito ha preso in mano le redini del Paese. È superiore tra gli uomini (58% contro il 46% delle donne), ma qui sicuramente gioca il fattore estetico. Politicamente parlando, i repubblicani stravedono per lei (l&amp;rsquo;86%), molto meno i democratici (22%).La First Lady dovrà fare ancora molta strada per raggiungere i livelli di gradimento raggiunti da Michelle Obama, che nell&amp;rsquo;aprile 2009, poco dopo l&amp;rsquo;insediamento del marito, fece registrare il 93% di apprezzamento tra i democratici, e del 50% tra i Repubblicani. Gradimento, tra l&amp;#39;altro, conservato nel tempo, visto che quando ha lasciato la Casa Bianca la sua popolarità era vicina al 70%.Quale può essere il motivo del successo di Melania? Forse proprio la linea low profile che ha scelto: quella di non mostrarsi troppo, di evitare gli eccessi. A quelli ci pensa il marito. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489143290-melania-trump-lapresse.jpg" /> <![CDATA[Renzi: Il Giglio magico fuori dai blocchi di potere]]> &amp;ldquo;La mia forza e la mia debolezza sono state lo star fuori da certi ambienti della Roma politico-burocratica: vogliono farmela pagare per i padrini che non ho e non ho mai avuto&amp;quot;. Così l&amp;#39;ex premier Matteo Renzi, in un&amp;#39;intervista al quotidiano &amp;#39;La Stampa&amp;#39;, descrive il suo attuale stato d&amp;rsquo;animo alla luce dell&amp;rsquo;inchiesta Consip in cui sono coinvolti suo padre Tiziano e il suo braccio destro Luca Lotti.&amp;quot;Noi del Giglio magico siamo fuori dai consolidati blocchi di potere. Capisco che possa non piacere, ma dovranno farci l&amp;#39;abitudine&amp;quot;, aggiunge Renzi che, però, dice di non credere ai complotti &amp;ldquo;né a quelli dei magistrati né a quelli dei miei avversari politici&amp;quot;. &amp;quot;Mi viene da ridere -e poi da arrabbiarmi- quando mi accusano di aver messo su un sistema di potere. Ridicolo. Quattro o cinque toscani quarantenni o giù di lì: questo sarebbe il mio sistema di potere?&amp;rdquo;, si chiede l&amp;rsquo;ex premier. Un&amp;rsquo;accusa che, secondo lui, non sta in piedi,&amp;ldquo;soprattutto in un Paese che ha vissuto per vent&amp;#39;anni il clamoroso conflitto d&amp;#39;interessi di Berlusconi e galleggia tutt&amp;#39;oggi su intrecci tra banche ed editoria, credito e politica capaci di fare il bello e il cattivo tempo&amp;rdquo;. Entrando nel merito dell&amp;rsquo;inchiesta Consip, Renzi si dice &amp;ldquo;sereno&amp;rdquo; sia sul ruolo di suo padre sia su quelli del generale Del Sette e del ministro Lotti e avverte: &amp;quot;Se qualcuno pensasse che a fronte del momentaneo indebolimento io abbia perso energia e grinta, commetterebbe un gravissimo errore&amp;quot;.Parlando della corsa alla segreteria del Pd, l&amp;rsquo;ex segretario punta dritto a superare soglia 50% ma, se così non dovesse essere, &amp;quot;non cambia nulla&amp;quot; perchè &amp;quot;chi arriva primo fa il segretario&amp;quot;. &amp;quot;In queste primarie vedremo due film: il voto nei circoli, dove mi dicono che Andrea Orlando sia forte, e quello ai gazebo, dove potrebbe andar bene Michele Emiliano. Vedrete che saranno primarie belle e piene di passione, nonostante la quantità di odio che sento in giro: ma il nostro &amp;quot;assalto al cielo&amp;quot; piace ed emoziona tutti&amp;rdquo;, conclude Renzi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/26/1488108240-olycom-20170219152613-22237885.jpg" /> <![CDATA[Perquisizioni al Sole: ​indagato il direttore ]]> Sviluppi nell&amp;rsquo;indagine della procura di Milano sul Gruppo 24 Ore. La Guardia di Finanza di Milano sta svolgendo una serie di perquisizioni e risultano indagati per false comunicazioni sociali, tra gli altri, il direttore Roberto Napolitano, l&amp;rsquo;ex presidente Benito Benedini e l&amp;rsquo;ex Ad Donatella Treu. In tutto gli indagati sarebbero 10. Al centro dell&amp;#39;inchiesta ci sarebbe una presunta fittizia sottoscrizione di decine di migliaia di abbonamenti digitali del Sole. Altri dirigenti del gruppo del Sole e di società partenre sarbbero indagati invece per appropriazione indebita. Non è un momento facile per il Sole24Ore.L&amp;#39;ultima semestrale ha fatto registrare un buco di 50 milioni di euro. Il valore delle azioni è andato a picco attestandosi a 30 centesimi con una perdita del 95 per cento del valore. Un esposto presentato dall&amp;#39;associazione dei consumatori dell&amp;#39;Adusbef punta il dito contro il Gruppo sostenendo che i dati di diffusione siano stati gonfiati negli ultimi 5 anni. Da qui sarebbe scaturita una falsificazione del mercato pubblicitario.Tra gli indagati c&amp;rsquo;è anche il deputato del gruppo &amp;rsquo;Civici e Innovatorì Stefano Quintarelli. Per lui l&amp;rsquo;accusa è di appropriazione indebita relativa a quando ricopriva l&amp;rsquo;incarico di direttore finanziario dell&amp;rsquo;area digitale del gruppo. Gli altri indagati sono: l&amp;rsquo;attuale direttore del quotidiano di Confindustria, Roberto Napoletano, responsabile anche di Radio 24 e dell&amp;rsquo;agenzia di stampa Radiocor; Benito Benedini, ex presidente della casa editrice; Donatella Treu, già amministratore delegato e direttore generale del gruppo quotato in Borsa. Per questi 3 l&amp;rsquo;accusa è false comunicazioni sociali. Nell&amp;rsquo;altro capitolo dell&amp;rsquo;inchiesta in cui si ipotizza l&amp;rsquo;appropriazione indebita, per una somma di circa 3 milioni, sono indagati invece con Quintarelli, l&amp;rsquo;ex direttore finanziario del gruppo editoriale, Massimo Arioli; l&amp;rsquo;ex direttore dell&amp;rsquo;area vendite, Alberti Biella; Filippo Beltramini, direttore della società inglese Fleet Street News Ltd controllata da Di Source Limited; il commercialista Stefano Poretti; il fratello del deputato, l&amp;rsquo;imprenditore Giovanni Quintarelli e una decima persona di cui non si conosce ancora il nome. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/14/1481721585-sole-24-ore.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, Imma: Eva mi ha detto che sono meglio di Gabriel Garko in tutti i sensi]]> Imma Battaglia è rientrata in Italia e l&amp;#39;esperienza all&amp;#39;Isola dei Famosi si è conclusa con il coming out suo e di Eva Grimaldi, ma una volta spenti i riflettori, su di lei si è riversata una vera e propria macchina del fango virtuale.Come lei stessa ha spiegato nel corso di un&amp;#39;intervista a Il Messaggero, mai si sarebbe immaginata che un esercito di fan di Raz Degan si scagliasse con quella violenza contro di lei. &amp;quot;Sono molto provata da una serie di infamità che sono state dette sul mio conto - spiega Imma Battaglia -. Di battaglie ne ho combattute, ma questa è davvero difficile. Mi ha ferito il fatto che abbiano messo in giro vere e proprie fake news, a partire quella relativa ad un compenso di 100mila euro che avrei percepito. Ma è tutto falso. Ho avuto solo un rimborso per una vacanza in montagna prenotata da tempo e che ho dovuto cancellare per partire per l&amp;#39;Honduras. Ho avuto serie difficoltà a relazionarmi con Raz e ora i suoi fan mi attaccano&amp;quot;&amp;quot;.Ma lasciati da parte gli argomenti più spinosi, Imma Battaglia si concentra sull&amp;#39;amore che prova per Eva Grimaldi. Le due donne stanno insieme già da diversi anni, ma non hanno mai rilasciato nessuna dichiarazione in merito. Amici, parenti e personaggi del mondo dello spettacolo sapevano della loro relazione, ma il pubblico a casa no. Così il loro coming out è avvenuto proprio in una trasmissione televisiva, sull&amp;#39;Isola dei Famosi. &amp;quot;Io e Eva ci siamo date il primo bacio nel dicembre 2010 - racconta Imma -. Lei aveva letto un libro e ad un certo punto mi ha detto: &amp;#39;Io voglio baciarti. L&amp;#39;ho letto nel libro e vorrei sapere che sensazione si prova&amp;#39;. Io ero in un&amp;#39;altra relazione e non volevo tradire. Poi, però, l&amp;#39;ho baciata. Prima che partisse per l&amp;#39;Isola dei Famosi mi ha chiesto se fossi stata disposta a raggiungerla qualora la produzione l&amp;#39;avesse sollecitata ad invitare una persona a lei cara. Io ci ho pensato un po&amp;#39; e alla fine sono andata perché sono fiera della persona che ho accanto&amp;quot;.Imma, poi, dedica qualche parola anche agli ex fidanzati di Eva Grimaldi e spiega di non essere gelosa. Anzi. &amp;quot;Eva - continua - mi ha detto che sono molto meglio di Gabriel Garko e che lo batto da tutti i punti di vista. Me lo ha detto in più occasioni&amp;quot;. Nella loro storia d&amp;#39;amore Imma e Eva contemplano anche la possibilità di adottare un figlio: &amp;quot;Ne abbiamo parlato. Non vogliamo per forza un neonato. Potremmo anche aiutare un ragazzo o una ragazza più grandi: noi non siamo quel genere di persone che vogliono per forzare avere un bimbo in fasce&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/09/1489088067-eva-grimaldi-imma-battaglia-bacio.jpg" /> <![CDATA[Gb, getta dalle scale la fidanzata per due volte: condannato a 13 anni di carcere]]> Mark Power, un uomo inglese di Birmingham, ha gettato più volte dalle scale la fidanzata di 47 anni provocandole diverse fratture.Le telecamere di videosorveglianza hanno immortalato il momento e l&amp;#39;uomo è stato così condannato a 13 anni di carcere. La donna è stata trascinata nel corridoio di casa per i capelli ed è stata poi gettata dalle scale per ben due volte con molta violenza.Power era già finito in galera per violenza sulle donne e il giudice aveva anche emesso un ordine restrittivo per impedire che le si avvicinasse. Invece, una settimana dopo essere uscito dal carcere, si è scagliato di nuovo contro di lei provocandole anche una brutta frattura al bacino. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489141220-cattura.jpg" /> <![CDATA[Ventuno rapine in 5 mesi, sgominata gang di ragazzini]]> Facevano le rapine e poi se ne vantavano sui social dove si classificavano come &amp;ldquo;pistoleri&amp;rdquo;. Arrestati cinque ragazzini che, in appena cinque mesi, hanno messo a segno ventuno rapine tra le province di Napoli e Caserta.Stamattina i carabinieri della compagnia di Giugliano, popoloso centro dell&amp;rsquo;hinterland partenopeo, hanno dato esecuzione a cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura in seno al tribunale dei Minorenni di Napoli. I cinque ragazzini risultano essere tutti già noti alle forze dell&amp;rsquo;ordine. Agivano praticamente a volto scoperto, armati di pistola e avevano messo nel mirino banche e farmacie, luoghi dove erano sicuri di andare a colpo sicuro.La gang di giovanissimi rapinatori è stata incastrata su due fronti. Da un lato le immagini dei circuiti di videosorveglianza installati nelle strutture dove entravano in azione da cui gli inquirenti, come si legge in una nota riportata da Il Mattino, hanno tratto importanti elementi di prova a loro carico; dall&amp;rsquo;altro la loro stessa vanità: sui social, infatti, i cinque ragazzini con la fregola delle rapine postavano frasi e commenti sui loro colpi, senza nemmeno pensare a nascondersi troppo. Sul web, secondo gli inquirenti, i ragazzini si sfogavano e mostravano di essere dentro a una sottocultura criminale, mostrando di disprezzare le istituzioni e le forze dell&amp;#39;ordine.Tra le altre cose scoperte dagli investigatori, uno degli indagati &amp;ndash; su Facebook &amp;ndash; aveva espresso solidarietà a due amici, finiti in manette, augurando loro di ritrovare presto la libertà perduta con la formula iconica e popolare della &amp;ldquo;presta libertà&amp;rdquo; e con l&amp;rsquo;hashtag &amp;ldquo;la galera è solo di passaggio, leoni&amp;rdquo;. Tutto tra immagini di pistole e la sigla Acab, che sta per All cops are bastards e che esprime perciò un profondo disprezzo verso carabinieri e polizia, ripetuta con &amp;quot;devota&amp;quot; costanza. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/01/1488374051-carabinieri.jpg" /> <![CDATA[L'hotel non accetta più turisti: Con i migranti più guadagni ]]> Niente più turisti per l&amp;#39;hotel Ballevue in Valtellina. È pieno di migranti. L&amp;#39;albergo in questione è di tre stelle e di solito ogni estate offriva ai suoi clienti tutto l&amp;#39;occorrente per passare una ottima vacanza con &amp;quot;calcio, tennis e wellness&amp;quot;. Un sogno.Peccato che ora sarà aperto soltalto agli immigrati. La struttura infatti è piena e il titolare Giulio Salvi (59 anni), secondo quanto scrive il Corrire, &amp;quot;ha deciso di rinunciare ad avere altri clienti&amp;quot;. &amp;quot;Continuo a fare il mio lavoro, far dormire e mangiare i clienti, chiunque essi siano&amp;quot;, ha detto l&amp;#39;albergatore al quotidiano di via Solferino. Gli ospiti al monento sono 70 e non ci sono altre stanze per i turisti. &amp;quot;La gente dica quello che vuole - afferma - io sono contento, ho più soddisfazioni a livello economico e umanitario&amp;quot;.L&amp;#39;uomo dice di non fare &amp;quot;business sui profughi&amp;quot;, ma ammette che &amp;quot;i clienti nell&amp;rsquo;ultimo periodo sono diminuiti in modo esponenziale&amp;quot;. Ben venga quindi l&amp;#39;alternativa dei migranti, che ad oggi non mancano mai. E infatti se prima dell&amp;#39;emergenza migratorio l&amp;#39;hote &amp;quot;accumulava debiti&amp;quot;, adesso &amp;quot;i bilanci quadrano&amp;quot; tanto che sogna di aprire un nuovo albergo. &amp;quot;Ho provato a lasciare spazio anche agli altri client - dice Salvi -, ma molti non accettavano la presenza dei profughi, colpa di una campagna di odio che peggiora solo le cose&amp;quot;. Il dubbio arriva quando si chiede cosa accadrà quando i migranti non ci saranno più. Ma non è il momento di pensarci. Pero ora l&amp;#39;albergatore di gode la nipotina che uno dei migranti gli ha regalato dopo essere diventato il compagno della figlia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/19/1487535791-getty-20170218162558-22227317.jpg" /> <![CDATA[Sparita in crociera: Uccisa e gettata in mare dentro una valigia]]> Per la scomparsa della donna cinese sulla nave da crociera Msc a Civitavecchia è stato arrestato il marito che è stato fermato all&amp;#39;aeroporto di Ciampino mentre stava per tornare a casa con i due figli di 5 e 7 anni.L&amp;#39;uomo ha sempre sostenuto che la donna si sia allontanata volontariamente dalla nave durante la sosta a Genova perché stanca della crociera: secondo lui sarebbe rientrata in Irlanda, dove viveva con la famiglia, o in Cina dalla madre.Secondo quanto riporta l&amp;#39;edizione odierna de Il Messaggero, però gli investigatori non credono alla versione del marito della donna, Daniel Belling, tecnico informatico di 45 anni. Tornati a bordo della nave gli agenti hanno interrogato così interrogati i dipendenti.Nessuno ha però più notato la presenza a bordo della donna dopo la sosta a Genova durante la quale anche altri passeggeri l&amp;#39;hanno vista scendere insieme alla famiglia e poi alla cena di gala. Dopo aver ucciso la moglie Li Yanglei, Belling avrebbe potuto rinchiuderla dentro una valigia e gettarla in mare, per via della sua esile corporatura (era alta 1 metro e 52).Per non svegliare i figli ha poi presumibilmente gettato il corpo della donna dal ponte di poppa, forse in piena notte approfittando del rumore dei motori piuttosto forti in quel punto della nave. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/02/18/1424274845-2013-03-msc20sinfonia-visore-tcm14-2991-0.jpg" /> <![CDATA[La Luce sugli Oceani: il lento naufragio di un film spento]]> &amp;quot;La Luce sugli Oceani&amp;quot; di Derek Cianfrance, adattamento del romanzo omonimo di M. L. Stedman, è un melò con una coppia di protagonisti di prim&amp;#39;ordine, ambientato in una cornice paesaggistica da togliere il fiato, eppure, nel complesso, appare un&amp;#39;opera modesta, con qualche stucchevolezza di troppo, un ritmo blando e una regia piatta.Siamo in una remota isola dell&amp;#39;Australia Occidentale. E&amp;#39; qui che Tom (Micheal Fassbender) ha accettato di isolarsi dalla società dopo aver preso parte alla Prima Guerra Mondiale. Si è trovato un posto come guardiano del faro e custode dell&amp;#39;isola: la sua idea è di mondarsi dalla violenza bellica autoinfliggendosi una solitudine forzata, ma non ha fatto i conti con l&amp;#39;amore. Si scrive lettere, infatti, con Isabel (Alicia Vikander), sognatrice e vitalissima creatura, la quale accetta di sposarlo e andare a vivere con lui. Novelli Adamo ed Eva in una sorta di paradiso terrestre, i due innamorati conosceranno però la tragedia di due aborti: il dramma della mancata maternità trasformerà presto la loro vita meravigliosa in un&amp;#39;esistenza senza scopo. Almeno fino a quando una barca con a bordo una neonata e il cadavere di un uomo giunge sulle loro coste. La piccola sarà accolta come un dono salvifico.Tra amore materno e di coppia, vincoli di sangue e legami dettati dal cuore, lealtà, tradimento e perdono, si trascorrono 133 minuti piuttosto lenti. L&amp;#39;intenzione del film è di porre un quesito: i figli appartengono a chi li partorisce o a chi li cresce? Il dilemma morale (restituire o no la piccola alla madre naturale) del protagonista maschile, un Fassbender mai così ingessato, appare però poco coinvolgente e il film non riesce a rendere vera fino in fondo la sofferenza dei suoi personaggi: senso di colpa e rimorso sono ammantati di una retorica sentimentale e drammatica fin troppo classica e tradizionale. Si punta molto, e giustamente, sull&amp;#39;affascinante paesaggio: la vista sull&amp;#39;oceano, i tramonti romantici, le albe spettacolari e le spaventose tempeste.A nuocere al racconto sono soprattutto la durata eccessiva e una certa prevedibilità, per non parlare del finale, che sembra uscito da un romanzo di Nicholas Sparks.Il film sarà ricordato soprattutto per aver fatto incontrare e innamorare sul set i due attori protagonisti, così com&amp;#39;era già successo in una precedente pellicola dello stesso regista, &amp;quot;Come un Tuono&amp;quot;, che aveva cambiato il destino di Ryan Gosling ed Eva Mendes. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489138868-luce.jpg" /> <![CDATA[La Cina censura pure lo Zecchino d'oro]]> In Cina alcune canzoncine dello Zecchino d&amp;#39;Oro sono state censurate. Sì, avete capito bene, proprio le canzoni per i bambini del Piccolo coro Antoniano. Come riporta il Corriere della sera anche questi brani sono finiti nelle maglie della censura di Pechino. In che modo? I gestori dei siti online hanno ricevuto dal governo l&amp;#39;ordine di cancellare tutti i contenuti a tema religioso. A parlarne per primo è stato il giornale Global Times, che lo ha appreso da alcuni utenti della piattaforma Youku Tudou (simile a YouTube).Un portavoce del sito ha confermato la notizia, adducendo questa motivazione: &amp;quot;Abbiamo suggerito di astenersi dallo scaricare sul sito video con contenuti religiosi&amp;quot;, tenuto conto che gli utenti professano varie fedi.Bisogna ricordare che in Cina non vi sono leggi che proibiscano di mettere online video religiosi. Ma i gestori delle piattaforme online preferiscono non avere problemi ed evitare la &amp;quot;seccatura&amp;quot; di dover controllare i contenuti che, potenzialmente, includano &amp;quot;messaggi negativi&amp;quot;. Così si preferisce usare la censura. E, strano ma vero, anche il cartone animato Peppa Pig. Visto che i porcellini a Pechino e dintorni avevano troppo successo, si è deciso di limitarne la diffusione, per &amp;quot;arginare l&amp;rsquo;influsso di valori stranieri&amp;quot;.La stessa triste sorte è toccata ad altri famosi personaggi Disney, ad esempio il film-cartone Zootropolis, che narra le vicende di una coniglietta poliziotta. Anche in questo caso, visto il notevole successo (incassi per oltre 200 milioni di dollari), il regime ha pensato fosse opportuno arginare &amp;quot;l&amp;#39;immorale propaganda americana&amp;quot;, considerato un trucco per invadere la cultura cinese. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489139458-zecchino-d-oro.jpg" /> <![CDATA[Manovra, verso l'aumento dell'Iva Padoan tratta con la Ue sul deficit]]> Roma - C&amp;#39;è la correzione dei conti promessa alla Commissione europea, il taglio del cuneo fiscale, ma anche l&amp;#39;aumento dell&amp;#39;Iva. Nel documento di economia e finanza che il governo sta per varare ci sono i cardini della politica economica dell&amp;#39;era Gentiloni. Dalle bozze del Def che vedrà la luce in aprile, emerge innanzitutto che l&amp;#39;entità della manovra per il 2018 arriverà a quota 24/25 miliardi. Tutto dipende dalle famose clausole di salvaguardia, la garanzia alla coperture di misure varate dal 2011, che consiste in aumenti di Iva e accise. La prossima legge di Bilancio non li sterilizzerà. Scatteranno, del tutto o in parte.Il dato politico è il superamento delle scelte di Renzi, con una concessione all&amp;#39;ex premier che è la conferma del bonus da 80 euro. Sarà rifinanziato e inserito, nei suoi effetti finanziari, nel Def.Poi il taglio del cuneo fiscale da 1,5 miliardi, misura più importante tra quelle annunciate dal governo in carica. La misura più probabile è un taglio strutturale ai contributi per i nuovi assunti. Anche in questo caso un omaggio alla misura pro occupazione varata dal precedente governo. Con la differenza che quella di Renzi era temporanea. Un tributo che l&amp;#39;ex premier ha respinto, bocciando il taglio del cuneo.La continuità rispetto a Renzi si ferma qui. Per il resto il governo è intenzionato a cambiare rotta, innanzitutto nei rapporti con l&amp;#39;Ue. La correzione dei conti ci sarà. Il ministro dell&amp;#39;Economia Pier Carlo Padoan sta ancora trattando per ottenere margini di deficit in più. Ma l&amp;#39;intenzione è di arrivare a un accordo senza rotture né frizioni con la Commissione europea.Nel menu del Def, al momento, c&amp;#39;è anche l&amp;#39;aumento dell&amp;#39;Iva nella sua versione più radicale. Due punti in più per l&amp;#39;aliquota ordinaria, oggi al 23% e di quella intermedia agevolata che al momento è al 10%. Un salasso da 4 miliardi di euro, necessario a finanziare tutte le altre misure.Ma la trattativa sul deficit con Bruxelles serve proprio a evitare che l&amp;#39;applicazione delle clausole di salvaguardia, quindi l&amp;#39;aumento di Iva e accise, sia completo. Possibile che si vada verso una versione soft, con aumenti mirati solo per alcune categorie di merci, che passerebbero dall&amp;#39;aliquota intermedia a quella ordinaria. Una scelte di campo precisa del governo, destinata a incassare una bocciatura netta da parte dei commercianti di Confcommercio e Confesercenti. Tutti gli altri tentativi di trovare risorse non stanno dando i risultati attesi nelle simulazioni. I tagli ai ministeri possono coprire una parte minima, senza contare il fatto che l&amp;#39;amministrazione centrale sarà colpita già con la manovra correttiva che avrà effetti già dal 2017. La spending review di Gentiloni, che consiste nello stabilire tetti di spesa per i singoli ministeri, ieri è stata giudicata in termini positivi da Carlo Cottarelli, direttore al Fmi, ex commissario alla revisione della spesa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/26/1488108175-lapresse-20170216140314-22202200.jpg" /> <![CDATA[Gasperini: Vendetta sull'Inter? No, sbagliai io ad accettare l'offerta]]> Domenica alle ore 15 l&amp;#39;Inter di Pioli ospiterà l&amp;#39;Atalanta dell&amp;#39;ex dal dente avvelenato Gian Piero Gasperini. Le due squadre sono divise da un solo punto in favore dei nerazzurri di Bergamo e il tecnico della Dea, ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha presentato il match contro l&amp;#39;Inter: &amp;quot;Vendetta? Ma no. Chi è felice non cerca vendette. Io all&amp;rsquo;Atalanta sono felice. L&amp;#39;Inter fu un&amp;rsquo;esperienza durissima. Critiche offensive, violente. Fiorello era un mio idolo, negli sketch mi faceva passare per un mezzo intossicato che non conosceva Pazzini e non capiva niente. Quello che avevo fatto prima non contava più. Sembrava che fosse arrivato uno scemo. Non avevo mai fatto un&amp;rsquo;amichevole con la squadra al completo e mi concessero solo 3 partite di campionato. Tre. Ho dovuto ricostruire da capo la mia credibilità&amp;quot;.Gasperini è entrato nello specifico della sua esperienza fallimentare all&amp;#39;Inter: &amp;quot;Ho sbagliato io ad andare in una società che non mi ha voluto con forza, che non mi considerava e che di conseguenza non poteva proteggermi. E&amp;rsquo; un errore che non rifarò mai più. Io e l&amp;rsquo;Inter non c&amp;rsquo;entravamo nulla. Eravamo due filosofie agli antipodi. Si può anche dire che quest&amp;rsquo;Atalanta è nata anche grazie all&amp;rsquo;esperienza negativa all&amp;rsquo;Inter. Tutto serve. Gasperini, più a suo agio una palma in piazza Duomo o lei all&amp;rsquo;Inter? La palma. Io all&amp;rsquo;Inter non c&amp;rsquo;entravo niente&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489137714-gasperini.jpg" /> <![CDATA[Ha fatto finta i non vederci. Fan attacca Fiorella Mannoia]]> Una lettera firmata, spedita al Corriere, per lamentarsi di Fiorella Mannoia. La cantante romana aveva tenuto un concerto a Villa Bertelli a Forte dei Marmi. Accorrere alla esibizione della Mannoia sarebbe piaciuto a molti, ma non tutti erano riusciti a entrare al concerto. Così alcuni fan avevano atteso la cantante fuori dai cancelli per ascoltare la musica e poi applaudirla.La lettera a Fiorella MannoiaUno di questi, però, era rimasto deluso dal fatto che la cantante non li abbia &amp;quot;degnati di uno sguardo&amp;quot; quando è uscita dall&amp;#39;esibizione. Così nei giorni scorsi ha scritto una lettera al Corriere: &amp;quot;Mi sarei aspettato da una cantante molto attenta alla sensibilità delle persone e attenta a coloro che sono meno fortunati - ha scritto il lettore del Corriere - almeno a parole, un gesto, un&amp;#39;attenzione, insomma un segno di ringraziamento per gli applausi che le riservavano e che lei certamente aveva visto e sentito. Nonostante i numerosi richiami, non ci ha fatto nemmeno un gesto, nemmeno un saluto. Sono sincero: sono rimasto deluso e non ne vado fiero, ma il fatto che non abbia vinto con il (bel) brano Che sia benedetta il festival di Sanremo non mi è molto dispiaciuto&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/12/1486897790-lapresse-20170211221645-22147908.jpg" /> <![CDATA[Germania, Sono il killer del bimbo: in casa sua trovati altri due corpi]]> Si è presentato davanti al proprietario di un fast food e l&amp;#39;ha esortato a chiamare la polizia: &amp;quot;Io sono il ricercato, per favore chiami la polizia&amp;quot;. Si tratta del killer del bambino di 9 anni ricercato in Germania da lunedì scorso. Prima e dopo l&amp;#39;omicidio il giovane 19enne aveva chattato su darknet la rete virtuale privata, originariamente creata per proteggere privacy e dissidenti politici ma oggi sempre più utilizzata dal cybercrimine, in cui aveva postato un filmato dell&amp;#39;omicidio. Dichiarandosi colpevole, Marcel Hesse ha anche segnalato un incendio in un appartamento dove gli agenti hanno trovato altri due cadaveri. Tanti gli indizi lasciati dal killer prima di farsi arrestare come l&amp;#39;allarme in una clinica e in una scuola. Gli abitanti di Herne sono scesi intanto in piazza a manifestare il loro senso di libertà dopo la confessione del ragazzo. Si pensa infatti che potesse colpire ancora. E un altro messaggio trovato in rete a suo nome, relativo al presunto omicidio di una donna - per ora non confermato - ha inquietato ancora di più forze dell&amp;#39;ordine e opinione pubblica. È spuntato infatti un altro messaggio del ragazzo che dichiarava di aver &amp;quot;combattuto con una bestia di 120 chili, ha opposto più resistenza del bambino&amp;quot;. Tuttavia nessuno ha sporto denuncia finora della scomparsa di una donna. Il soggetto è &amp;quot;pericoloso&amp;quot;, ha fatto sapere in più modi la polizia, &amp;quot;chi dovesse incontrarlo è invitato a non prendere iniziative personali e a non rivolgersi a lui&amp;quot;, avevano detto. Le immagini del corpo del piccolo hanno sconvolto l&amp;#39;intera cittadina. &amp;quot;Non scorderò mai quella immagine&amp;quot;, ha detto il compagno della madre del piccolo che ha trovato il corpo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489136490-marcel-hesse.jpg" /> <![CDATA[Italiani senza casa: il Comune gli propone di trasferirsi in un campo rom]]> Emanuela, Enrico ed il piccolo Damiano, di cinque anni, sono arrivati nel palazzo occupato di via Raffaele Costi nel giugno del 2014, grazie all&amp;rsquo;aiuto di un&amp;rsquo;associazione Onlus. Qui, senza luce, acqua e riscaldamento, e circondati da una discarica abusiva allestita intorno allo stabile dagli altri condomini, una trentina di famiglie nomadi, hanno vissuto per tre anni. Qualche settimana fa il Comune di Roma decide di procedere allo sgombero dello stabile. Così la Sala Operativa Sociale contatta Emanuela ed Enrico per avvisarli dello sgombero imminente e per fargli l&amp;rsquo;assurda proposta: scegliere se trasferirsi in un container nel campo nomadi di via di Salone oppure separarsi, trasferendo Emanuela ed il piccolo in una casa famiglia ed Enrico in un dormitorio.&amp;quot;Un container nel campo rom&amp;quot;[[video 1373204]]&amp;quot;Hanno fatto un censimento di tutte le famiglie con minori&amp;rdquo;, spiega Emanuela raccontando la sua storia con un filo di voce, &amp;ldquo;e anche quando hanno scoperto che eravamo italiani ci hanno proposto di trasferirci in un container nel campo rom di via di Salone o in quello di Prima Porta&amp;rdquo;. Emanuela e suo marito sono entrambi disoccupati. Enrico faceva la guardia giurata, ma ha perso il lavoro nel febbraio del 2015. Emanuela lavorava in Autogrill con un contratto a tempo determinato. Poi il contratto è scaduto e a febbraio è arrivato l&amp;rsquo;ultimo assegno della disoccupazione. Ora si arrangiano con lavoretti saltuari, pagati con i voucher, per mantenere il loro bimbo, che nonostante tutto riesce ad andare a scuola e a fare una vita normale.Nel luglio del 2014 hanno inoltrato la richiesta per la casa popolare e per i residence comunali. &amp;ldquo;Nei residence non c&amp;rsquo;era posto e per la casa popolare sembra addirittura che la nostra domanda non sia mai arrivata agli uffici competenti&amp;rdquo;, spiega Enrico. La sua famiglia, inoltre, non risulta essere in emergenza abitativa, perché non è in possesso del V.I.P., ovvero il verbale di perdita di possesso dell&amp;rsquo;alloggio di residenza. &amp;ldquo;Da tre anni viviamo abbandonati da tutto e da tutti&amp;rdquo;, spiega Enrico, che ci racconta di essere stato minacciato dai vicini rom, per aver protestato quando i nomadi hanno iniziato a scaricare di notte divani, elettrodomestici, masserizie e altri rifiuti, trasformando il cortile del palazzo in una discarica illegale.Sua moglie Emanuela ci racconta, quindi, di essere stata contattata da un assessore del V municipio, del quale preferisce non fare il nome: &amp;ldquo;Quando ci siamo sentiti al telefono lui mi ha detto: in un campo nomadi già ci sei, cosa ti cambia se vai in un altro campo nomadi?&amp;rdquo;. &amp;ldquo;Sono rimasta un po&amp;rsquo; stupita di questa risposta perché in quel momento io stavo parlando con lo Stato, e lo Stato dovrebbe tutelare prima le famiglie italiane visto che siamo in Italia&amp;rdquo;, spiega la donna, amareggiata. Emanuela ed Enrico ora sono in attesa dello sgombero. &amp;ldquo;Non ci hanno dato nessuna soluzione anzi, dalla Sala Operativa Sociale ci hanno consigliato di andare a occupare&amp;rdquo;, spiega Enrico, &amp;ldquo;ma noi non vogliamo occupare, vorremmo essere in regola&amp;rdquo;.Anche ad Antonio, che abita nell&amp;rsquo;appartamento al piano di sopra, il Comune ha chiesto di trasferirsi assieme a sua moglie Maria Grazia e a sua figlia Michela, di 13 anni, nel campo nomadi di via di Salone dopo lo sgombero del palazzo di via Raffaele Costi. &amp;ldquo;Sì, mi hanno proposto di andare a vivere in un container in mezzo ai nomadi ma io lì in mezzo a pistole e coltellate la mia famiglia non ce la porterò né vivo né morto&amp;rdquo;, ci racconta Antonio che è sardo e che dal 1991 è in attesa di una casa popolare.La protesta in Campidoglio[[gallery 1373250]]Per questo stamattina le famiglie italiane che occupano lo stabile hanno protestato in Campidoglio assieme a Fabio Sabbatani Schiuma, capogruppo di Noi con Salvini nel V municipio. &amp;quot;La verità è che il Campidoglio ha iniziato a informarsi ora sul caso, poiché non sapeva che ci fossero anche delle famiglie italiane, cosa che invece sapevano bene nel V municipio, sempre governato dal M5S&amp;quot;, attacca Schiuma in una nota, &amp;quot;ora il sindaco Raggi, tra un finanziamento di oltre 10 milioni per i rom e le ristrutturazioni di hotel per stranieri, trovi il modo per rendere giustizia a queste famiglie, oramai vittime del razzismo contro gli italiani&amp;rdquo;. Dopo essersi incatenati davanti a Palazzo Senatorio, Emanuela ed Enrico e la famiglia di Antonio sono stati ricevuti, assieme agli altri inquilini in difficoltà, dall&amp;#39;assessore al Bilancio e Patrimonio, Andrea Mazzillo. &amp;ldquo;All&amp;rsquo;inizio la Sala Operativa Sociale ci ha proposto di nuovo di andare in casa famiglia&amp;rdquo;, spiega Emanuela, che a ilGiornale.it racconta come è andato l&amp;#39;incontro, &amp;ldquo;ma noi ci siamo opposti, e alla fine ci hanno ascoltato&amp;rdquo;. &amp;ldquo;Per scaramanzia non dico niente, lo sgombero è stato confermato per il 15 marzo, ma sembra che abbiamo iniziato un percorso&amp;rdquo;, spiega la donna, &amp;ldquo;ora speriamo solo di poter tornare a vivere&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/09/1489060259-img-0415.jpg" /> <![CDATA[Per Autogrill utile in crescita del 53%]]> Autogrill ha chiuso il 2016 con un utile netto di 98,2 milioni, in crescita del 53,9% a cambi costanti (+53,1% a cambi correnti). La società proporrà un dividendo di 0,16 euro, in aumento del 33,3% rispetto agli 0,12 euro distribuiti nel 2015. I ricavi si sono attestati a 4,52 miliardi, in miglioramento del 4,6% a cambi costanti e del 4,2% a cambi correnti (+3,1% a perimetro omogeneo). &amp;laquo;Il 2016 è stato un anno positivo - ha spiegato l&amp;#39;ad Gianmario Tondato da Ruos - La società ha conseguito buoni risultati in tutte le regioni dove operiamo. In Nord America, dove siamo leader incontrastati, abbiamo registrato vendite crescenti, in particolare nel settore aeroportuale mentre in Europa abbiamo proseguito la razionalizzazione del portafoglio di attività e ottenuto importanti miglioramenti dei margini&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469812023-autogrill.jpg" /> <![CDATA[Purtroppo i veri sconfitti sono i bambini]]> Roma - &amp;laquo;Il giorno dopo l&amp;#39;8 marzo, è surreale vedere una situazione di questo tipo&amp;raquo;. Gianluigi De Palo, presidente del Forum famiglie, l&amp;#39;organismo della Cei in tema di famiglia, è duro nei confronti della sentenza del Tribunale di Firenze che ha concesso l&amp;#39;adozione di due fratellini a una coppia di uomini.Come commenta la sentenza del Tribunale per i minorenni di Firenze?&amp;laquo;Un figlio, sfido chiunque a dimostrare il contrario, nasce sempre da una mamma. Io credo che con questa sentenza i veri sconfitti siano in primo luogo i bambini e con loro le donne. Una donna, una madre, al netto della sua visione politica o ideologica non può accettare una decisione del genere e starsene in silenzio&amp;raquo;.Perché siete contrari all&amp;#39;adozione di bambini a una coppia gay?&amp;laquo;Quale è l&amp;#39;elemento più fragile e bisognoso di cura di questa storia? Semplice: i due bambini. Noi, ed è assurdo doverlo ribadire, siamo convinti che un bambino abbia bisogno di una mamma e di un papà. Ma la vera domanda che le pongo è: vengono prima i desideri di due uomini ad avere dei figli o quelli di due bambini ad avere una Famiglia? Se iniziamo a dubitare anche su questo punto la situazione diventa grave perché non si tutela il più debole. La legge 184 sull&amp;#39;adozione mette al centro il bambino e non l&amp;#39;adulto. Con questa sentenza un bambino da soggetto di diritti diventa oggetto di diritto altrui. Noi siamo convinti che sia lui il soggetto di diritti, ed è lui che deve essere primariamente tutelato&amp;raquo;.Avete paura che questa decisione sia preludio alla stepchild adoption?&amp;laquo;Oggi c&amp;#39;è grande interesse per la stepchild adoption perché riguarda gli adulti, mentre per le migliaia di bambini abbandonati l&amp;#39;interesse è scarsissimo. Da una parte negli orfanotrofi italiani ci sono 35mila bambini. A cui si aggiungono i 400 neonati abbandonati ogni anno alla nascita e le adozioni nazionali che si aggirano ogni anno tra le 1.000 e le 1.300. Dall&amp;#39;altra ci sono oltre 5 milioni di coppie formate da un uomo e una donna senza figli... mi sembrano dati evidenti che fanno riflettere. Trovo assurdo che questo tipo di sentenze si basino più su pressioni ideologiche, anche internazionali, che non sull&amp;#39;applicazione delle leggi italiane&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/08/07/1470560451-gay.jpg" /> <![CDATA[E parte il gioco dello scaricabarile tra negligenze e scambi di accuse]]> Roma - &amp;laquo;Dovevano chiudere quel tratto di autostrada&amp;raquo;, è un&amp;#39;accusa circostanziata quella lanciata dal sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani. &amp;laquo;Inconcepibile eseguire lavori di questo tipo senza chiudere l&amp;#39;autostrada sottostante&amp;raquo;, attacca Ascani che alla stampa locale descrive una dinamica dei fatti molto diversa dalla versione ufficiale di Autostrade che sostiene che al momento del crollo i lavori erano praticamente finiti mentre secondo Ascani &amp;laquo;gli operai stavano sollevando la campata del ponte quando la struttura ha ceduto&amp;raquo;.E non c&amp;#39;è dubbio che anche questa volta si assisterà al solito tristissimo rimpallo delle responsabilità. Ora che due vite sono state spezzate in modo assurdo e tre operai sono rimasti feriti sul lavoro soltanto ora si muove la macchina dei controlli e delle verifiche. Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio ha predisposto l&amp;#39;istituzione di una commissione ispettiva di esperti per valutare l&amp;#39;accaduto.La Procura di Ancona, pm Irene Bilotta, ha immediatamente aperto un fascicolo per accertare responsabilità e negligenze. Autostrade per l&amp;#39;Italia ha già messo a disposizione della magistratura tutti gli elementi contrattuali relativi all&amp;#39;affidamento dei lavori. L&amp;#39;ipotesi di reato è omicidio colposo plurimo e l&amp;#39;area è stata sottoposta a sequestro. Il prefetto di Ancona, Antonio D&amp;#39;Acunto, assicura che &amp;laquo;i soccorsi sono stati immediati&amp;raquo;. Ma perché non è stata chiusa l&amp;#39;A14 mentre si eseguivano i lavori? Sono state rispettate tutte le norme di sicurezza? E soprattutto chi doveva vigilare che fosse garantita la sicurezza in quell&amp;#39;area? Mentre in casi precedenti non era chiaro di chi fosse la competenza rispetto al tratto stradale in questo caso non ci sono dubbi: si tratta di un segmento di competenza della società Autostrade. Attenzione però perché Autostrade ha messo subito in evidenza che sul cavalcavia erano in corso i lavori affidati alla ditta Delabech, ovvero che quell&amp;#39;area era stata data in concessione a privati per eseguire i lavori e proprio per questo Autostrade si è affrettata ad acquisire &amp;laquo;le informazioni necessarie richieste alla Delabech&amp;raquo;.E infatti ha poi reso noto che &amp;laquo;le attività di sollevamento del cavalcavia erano state completate alle ore 11,30&amp;raquo; e che quindi &amp;laquo;al momento dell&amp;#39;incidente, alle 13 circa, il personale stava realizzando attività accessorie. Sul cantiere, peraltro, era presente l&amp;#39;ingegnere responsabile tecnico dei lavori per la Delabech&amp;raquo;. Per quanto riguarda l&amp;#39;affidamento dei lavori alla ditta in questione Autostrade assicura che si tratta di un&amp;#39;azienda &amp;laquo;specializzata con qualifiche di legge per i lavori in oggetto e munita di certificazione delle società Protos, Bureau Vertitas e Accredia. La stessa società aveva eseguito analoghi lavori su altri cavalcavia della stessa tratta&amp;raquo;. Notizia che sembra preoccupare la la vicepresidente delle Marche Anna Casini che chiede ad Autostrade di &amp;laquo;attivarsi immediatamente per verificare la stabilità degli altri cavalcavia presenti&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/09/1489070565-1489070551-ponte-10.jpg.jpg" /> <![CDATA[Scoperto il gene assassino che uccide chi fa sport]]> Milano Vigor Bovolenta, pallavolista azzurro, che si accascia suol campo di Macerata alla sua 553ma partita in serie A, Piermario Morosini che crolla su un campo di calcio al 31esimo minuto di Pescara-Livorno. E andando più indietro negli anni, Renato Curi, mediano del Perugia o Luciano Vendemini pivot della nazionale azzurra di basket. Stroncati da morti improvvise che annichiliscono chi non s&amp;#39;aspetta che un atleta possa essere a rischio. Morti che hanno una causa, la Cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, e oggi anche una spiegazione grazie a uno studio firmato dagli scienziati dell&amp;#39;Istituto Auxologico italiano di Milano insieme a un gruppo di colleghi sudafricani. A stroncare le vite dei giovani atleti ma anche di chi fa sport agonistico per passione è spesso la Displasia aritmogena del ventricolo destro e ora si sa che può essere causata dalla mutazione di un gene, il CDH2, responsabile della produzione della Caderina 2, una proteina fondamentale per la normale adesione tra le cellule cardiache. La produzione alterata di questa proteina provoca aritmie maligne e l&amp;#39;arresto del cuore. Il nuovo studio è frutto di una collaborazione internazionale iniziata 15 anni fa, tra l&amp;#39;équipe di Peter Schwartz e Lia Crotti dell&amp;#39;Auxologico di Milano e dell&amp;#39;università di Pavia, e quella diretta da Bongani Mayosi dell&amp;#39;università di Cape Town e del Groote Schuur Hospital. Lo stesso dove 50 anni fa Christian Barnard eseguì il primo trapianto di cuore. Gli scienziati sono partiti dal caso di una famiglia sudafricana segnata da più casi di morte improvvisa giovanile per arrivare a individuare, tra oltre 13mila varianti genetiche rare, il gene responsabile. &amp;laquo;Tra gli atleti è aumentata la probabilità di avere manifestazioni cliniche - spiega il professor Peter Schwarzt - Ci possono essere talvolta sintomi che annunciano questa patologia come le aritmie, le palpitazioni, gli svenimenti in campo. Ora con la scoperta di questo gene siamo in grado di individuare la mutazione anche tra individui della famiglia che non hanno ancora sintomi&amp;raquo;.La ARVC è una patologia genetica che predispone all&amp;#39;arresto cardiaco e rappresenta una delle principali cause di morte improvvisa tra ragazzi sportivi e atleti. Ogni anno in Italia muoiono improvvisamente circa 50 mila persone, e le forme ereditarie di cardiomiopatia hanno un ruolo preminente all&amp;#39;origine di questi decessi nei giovani under 35. &amp;laquo;L&amp;#39;importanza della scoperta è duplice - spiega Lia Crotti, vicedirettore del centro per lo studio delle aritmie cardiache genetiche dell&amp;#39;Auxologico - Dal punto di vista scientifico è un tassello per la miglior comprensione di questa patologia e quindi per la possibilità di implementare cure future, da quello clinico immediato perchè rende possibile un test sulle famiglie di chi ha la mutazione di questo gene e ci permette fare prevenzione&amp;raquo;. Che in Italia più che altrove già si fa con le visita medico sportiva obbligatoria per gli agonisti e l&amp;#39;eletrocardiogramma basale sotto sforzo: &amp;laquo;É un ottimo sistema di prevenzione - spiega la dottoressa Crotti- e infatti nel nostro Paese la mortalità dei giovani sportivi è un quinto rispetto ad esempio che negli Stati Uniti. La morte improvvisa negli atleti viene favorita dal fatto che quando sono in competizione allo stress cardiaco aggiungono quello emotivo. Ma in presenza di una malattia ereditaria come ARVC la morte improvvisa può manifestarsi prima che siano evidenziabili alterazioni all&amp;#39;elettrocradiogramma e all&amp;#39;ecocardiogramma&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/09/13/1473781226-maxresdefault.jpg" /> <![CDATA[Folle tenta di aggredire le donne: è il panico nella metro di Roma]]> La paura, il panico. Perché quando il folle si è avventato contro di loro non potevano sapere cosa volesse né quali fossero le sue intenzioni. L&amp;#39;hanno solo visti venirgli addosso nel tentativo di aggredirle. Si trattava di uno squilibrato che questa mattina, poco dopo le 6.30, ha cercato di fare del male a un gruppo di donne sulla linea B della metropolitana di Roma, alla fermata di Castro Pretorio. Immediatemente è esploso il panico in tutto il vagone.L&amp;#39;uomo, probabilmente anche alterato dall&amp;#39;alcool, si è avventato su un gruppo di passeggere che si trovavano a bordo della linea B. Terrorizzate, un paio di loro hanno cercato riparo nella caserma di Castro Pretorio dell&amp;#39;esercito che si trova nelle vicinanze della metropolitana di Roma. Da quel momento è arrivata l&amp;#39;immediata risposta dei soldati che sono stati dislocati sul loco nell&amp;#39;ambito dell&amp;#39;operazione a tutela degli obietivi a rischio per l&amp;#39;allarme terrorismo islamico. I militari non sono però riusciti ad acciuffare l&amp;#39;aggressore che, dopo aver cercato di colpire il gruppo di donne, è riuscito ad allontanarsi in direzione della Stazione Termini. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489131341-omnrm-20170301140353-22362352.jpg" /> <![CDATA[Da Volo alla Gamberale: la moda dei libri omeopatici]]> Nuova tendenza editoriale: il libro che non è neppure un libro ma un prodotto omeopatico, un placebo di carta, se le pagine fossero tutte bianche sarebbe più denso di significati (tuttavia ci sono così tante pagine bianche da farli essere dei testi profondi proprio dove non ci sono stampati i caratteri). Soprattutto se declinati in chiave favolistica, come Qualcosa di Chiara Gamberale (Longanesi): si intitola così perché, tra la principessa Qualcosa di troppo che si ritrova con &amp;laquo;un buco al posto del cuore&amp;raquo; e il Cavalier Niente &amp;laquo;che passa tutto il giorno a non-fare qualcosa di importante&amp;raquo;, il librino è appunto sospeso tra il qualcosa e il niente, il meno di niente. Per riempire i troppi buchi nelle pagine (altro che il buco nel cuore della principessa!) molti disegnini del disegnatore Tullio Pettinato. Il target, mah, una fascia compresa tra i due anni e i più di novanta, quando non si sa ancora leggere o non ci si riesce più.Si è adeguato al favolismo pure Nicolai Lilin con le Favole fuorilegge (Einaudi), tra i gatti e l&amp;#39;anima di Dio e la gazza e i suoi uccellini e la dignità della Luna e volpi e alci vari riesce a fare due palle così nei quindici minuti necessari a leggere l&amp;#39;operina, vorrebbe essere l&amp;#39;Esopo della Siberia e invece fa rimpiangere perfino qualcosa della Gamberale, sebbene non si sappia cosa. Unico pregio: a differenza della Gamberale i disegnini se li è fatti da solo, e non sono male, non dovesse vendere ha un futuro come tatuatore.Tuttavia, se appassionati di polizieschi, si può cambiare argomento e comprare un altro bicchiere d&amp;#39;acqua fresca rilegato, la Vita quotidiana dei bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni (Einaudi), dove al posto degli ampi spazi bianchi e dei disegnini ci sono tante foto (ben 134) del set dell&amp;#39;omonima serie televisiva. Ditemi voi se uno si compra un libro per vedere le foto di questi qui, neppure se me lo regalano. E comunque sia se mettevano solo le foto era meglio, tutti i commissari parlano in prima persona, come se ne avessero una, e si arriva alla fine del libro prima ancora di sentire di avere iniziato qualcosa.Detto questo, non mi sono mai accanito contro Fabio Volo, ho sempre pensato che scrive quello che scrive e lo legge chi lo vuole leggere, non pochi viste le vendite, ma nel novero dell&amp;#39;omeopatia libresca non poteva mica mancare lui. E questa volta, a differenza dei suddetti, si è un tantino montato la testolina. Titolo: A cosa servono i desideri (Mondadori). Incipit da antologia: &amp;laquo;Che meraviglia. La vita!&amp;raquo;. Neppure &amp;laquo;che meraviglia, la vita!&amp;raquo;, o &amp;laquo;che meraviglia la vita!&amp;raquo; ma così: &amp;laquo;Che meraviglia. La vita!&amp;raquo;.Che meraviglia. Volo! A suo modo un capolavoro. Brevissimo, si legge in mezzora, si legge più degli altri perché qui c&amp;#39;è una pretesa, una bella pretesa: l&amp;#39;idea che essere Fabio Volo significhi letterariamente qualcosa (non il qualcosa della Gamberale ma qualcosa davvero, come l&amp;#39;idea di essere qualcuno).Diviso in due parti, nella prima Volo spiega come è diventato Fabio Volo, parlando di sé come se fosse James Joyce, inserendo citazioni di grandi scrittori messe a paragone con le proprie esperienze intellettuali. L&amp;#39;effetto è involontariamente comico. Per esempio, citazione di Saul Bellow: &amp;laquo;C&amp;#39;era un guasto nel mio cuore, una voce che mi parlava dentro e diceva: voglio, voglio, voglio!. Succedeva tutti i pomeriggi, e quando io cercavo di soffocarla, diventava anche più forte&amp;raquo;. Commento di Volo, in posa da Saul Bellow: &amp;laquo;Dentro di me c&amp;#39;erano una forza e un impeto che andavano assecondati, altrimenti si sarebbero lentamente spenti, sarebbero andati persi nel mondo delle cose che non accadono&amp;raquo;. Una forza e un impeto terribili, assecondati negli anni per diventare Fabio Volo, il quale evidentemente si sente a metà tra Céline e l&amp;#39;incredibile Hulk.Così Kierkegaard scrive: &amp;laquo;Vivere è scegliere. Quanto più passa il tempo, tanto più difficile diventa scegliere; infatti l&amp;#39;anima è costantemente in una delle parti del dilemma, e perciò diventa più difficile svincolarsi&amp;raquo;. Come ha interpretato Volo questo pensiero? Come la difficoltà di scegliere quale film vedere la sera, senza riuscirci. Non sto scherzando. &amp;laquo;La sera mi ritrovo davanti alla televisione con la voglia di guardare un film. Ce ne sono così tanti che più di una volta ho sprecato tutto il tempo nel tentativo di prendere la decisione giusta, scegliere il migliore, e alla fine sono andato a letto senza vedere nulla. Davanti a una vastità infinita di possibilità la responsabilità è enorme e me la sento tutta addosso&amp;raquo;. Certo, la responsabilità enorme di cambiare canale, di decidere cosa guardare, neppure fosse Aldo Grasso.C&amp;#39;è perfino Albert Einstein: &amp;laquo;Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo&amp;raquo;. Ecco Volo in posa da Einstein: &amp;laquo;Passavo le ore a riflettere, a cercare di prevedere quali potessero essere le mie possibilità di riuscita, se ce ne fosse stata almeno una&amp;raquo;. Bisognerebbe spiegargli che Einstein si riferiva alla teoria della relatività, non ai romanzini di Volo. Ma Volo insiste, non vede differenza tra lui e Einstein: &amp;laquo;È stato fondamentale chiedermi delle cose, indagare con dei quesiti. Dovevo conoscermi a fondo, aggiornarmi continuamente sulla mia persona, su chi ero&amp;raquo;.Ecco che si arriva alla seconda parte, settanta pagine quasi bianche con i quesiti che Volo si è posto nella vita per diventare Fabio Volo, un quesito per pagina. Tipo: &amp;laquo;Quando entro in un ambiente nuovo, con persone che non conosco, cerco di sedurle e intrattenerle o preferisco stare in disparte a osservarle?&amp;raquo;. Punto interrogativo e via a pagina nuova. &amp;laquo;Mi piaccio fisicamente? Quale parte del mio corpo mi piace? Quale non mi piace?&amp;raquo;. Tra cui alcuni quesiti che fanno davvero riflettere, come questo: &amp;laquo;Per cosa ho sprecato tempo?&amp;raquo;. Perché va ammesso, Volo non ha mai sprecato il suo tempo, solo il lettore. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/09/07/1473264281-libri.jpg" /> <![CDATA[Lo Stato stanga la sicurezza fai da te. Multati i Comuni che installano telecamere]]> Roma - Nell&amp;#39;Italia dei campanili, quella più alta è sempre la torre del paradosso. Solo da noi, infatti, possiamo assistere al poco comprensibile &amp;laquo;spettacolo&amp;raquo; di una prefettura che commina multe e sanzioni ai Comuni che per difendere la tranquillità dei propri cittadini decide di investire le scarse risorse a disposizione per installare sistemi di videosorveglianza. Con una nota del 16 febbraio scorso, infatti, il Ministero dello Sviluppo economico, tramite il suo Ispettorato territoriale di Pordenone, ha fatto sapere alla prefettura del capoluogo friulano &amp;laquo;di aver rilevato presso le Amministrazioni comunali ripetute problematiche conseguenti la carenza dei necessari dati informativi relativi agli obblighi di legge previsti per l&amp;#39;installazione ed esercizio di reti e servizi di comunicazione elettronica&amp;raquo;. La citazione è presa da una circolare che gli uffici della prefettura di Pordenone hanno inviato il 6 marzo a tutte le amministrazioni comunali della provincia. Lo scopo è quello di chiarire che a disciplinare i sistemi di videosorveglianza ci pensa il Decreto legislativo 259 dell&amp;#39;agosto del 2003 (ovvero il cosiddetto Codice delle Comunicazioni elettroniche). Fatto questo che fa ricadere le stesse telecamere a circuito chiuso nei sistemi di informazione. E quindi chi li installa, che si tratti di un privato o di un&amp;#39;amministrazione locale poco importa, è tenuto a corrispondere un canone al Mise (il già citato Ministero per lo sviluppo economico). Da qui la facile deduzione che senza quel canone si rischia un&amp;#39;ammenda. D&amp;#39;altronde, spiega Stefano Manzelli direttore della rivista on line poliziamunicipale.it, &amp;laquo;molti di quegli amministratori non immaginavano nemmeno che un sistema di telecamere a circuito chiuso fosse paragonato a un sistema aperto di trasmissioni radio&amp;raquo;. La violazione di queste norme, insomma, sarebbe avvenuta in buonafede. Resta però il fatto che senza quel canone scatta la sanzione e si rende più faticosa la gestione del territorio di competenza. E questo contraddice - fa notare lo stesso Manzelli - lo stesso spirito del decreto legge 14 del 2017 che aumenta lo spettro delle competenze in materia di sicurezza. &amp;laquo;Ora i sindaci hanno ricevuto ulteriori poteri di ordinanza su questioni di ordine pubblico e sicurezza, per migliorare il controllo e la qualità della vita delle aree più a rischio. Eppure, se non pagano il canone di questi sistemi di videosorveglianza, rischiano le sanzioni&amp;raquo;. Un sistema per evitare il peggio sarebbe quello di affidare questi sistemi di videosorveglianza direttamente allo Stato, attraverso le forze dell&amp;#39;ordine. Gli unici soggetti, infatti, esentati dal pagare il canone. L&amp;#39;iter, però è lungo e farraginoso, spiega Manzelli, e non sempre le amministrazioni locali hanno la possibilità di ricorrere a questo escamotage. Resta il fatto che se un Comune si pone anche solo l&amp;#39;obiettivo di regolare l&amp;#39;accesso ad aree a traffico limitato per le auto, deve sottostare alle regole imposte dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche con tanto di canoni da sborsare. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/03/1480759149-monitoring-1305045-1280.jpg" /> <![CDATA[Corea del Sud, destituita la presidente Park: scontri in piazza]]> Tensione in Corea del Sud dove la Corte costituzionale ha destituito la presidente Park Geun-hye, coinvolta in uno scandalo di corruzione.Subito dopo nella capitale Seul i suoi sostenitori sono scesi in piazza per protestare. Le manifestazioni sono degenerate nella violenza e ci sono stati scontri con la polizia. Ci sono stati probabilmente due morti nei tumulti. Park era stata messa sotto accusa nel dicembre scorso dal Parlamento e la Corte ha confermato ora la sua deposizione all&amp;#39;unanimità. Il Paese ora verso nuove elezioni entro 60 giorni.[[gallery 1373542]]Lo scandalo che ha portato alla fine della presidenza Park ruota attorno alla figura di Choi Soon-il, amica e confidente della leader, che secondo l&amp;#39;accusa avrebbe ottenuto tangenti per 70 milioni di dollari grazie alla sua influenza sulla presidente. L&amp;#39;inchiesta ha investito anche il mondo dell&amp;#39;imprenditoria, a cominciare dalla Samsung, il cui erede è stato arrestato nelle scorse settimane. La sentenza è stata letta in diretta tv dalla signora Lee Jung-mi, leader della Corte. Park Geun-hye è stata la prima donna eletta presidente della Corea del Sud. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/10/1489129153-getty-20170310055914-22465184.jpg" /> <![CDATA[L'ultima carta per riaprire il caso della strage di Erba]]> Si riapre il caso di Olindo Romano e Rosa Bazzi. È stata accolta infatti il ricorso da parte della difesa sull&amp;#39;analisi dei nuovi reperti che secondo i legali della coppia potrebbero ribaltare l&amp;#39;esito del processo che si è concluso con la condanna definitiva dei due coniugi per la strage di Erba. Su questo punto dovrà pronunciarsi la Cassazione, ma come riporta ilGiorno, i difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi avrebbero dalla loro parte già il parere favorevole del sostituto procuratore generale Massimo Galli che nella sua requisitoria ha giudicato fondato il ricorso. I legali infatti chiedono che l&amp;rsquo;ordinanza bresciana sia annullata e che Brescia decida sull&amp;rsquo;incidente probatorio.I nuovi reperti che potrebbero entrare nell&amp;#39;esame per la ripertura del caso, sempre secondo i legali, sono numerosi. Occhi puntati su alcune presenze pilifere sulla felpa di Youssef, la presenza di un mazzo di chiavi, il ritrovamento di una macchia di sangue sul terrazzino di Raffaella e tra gli altri anche una parziale perizia delle unghie delle vittime. Inoltre, secondo i legali andrebbero analizzati anche alcuni mozziconi di sigaretta e i giubbotti di Raffaella Castagna e di Valeria Cherubini. Tutti elementi che potrebbero riaprire una vicenda che ancora potrebbe dare colpi di scena... <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2011/05/04/1304491579-1378916167.jpg" /> <![CDATA[Le mani del Giglio magico sugli aerei di Stato]]> Roma - C&amp;#39;è un capitolo del caso Consip che tocca i voli di Stato. Nel 2015 il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, scrisse all&amp;#39;allora capo di Stato Maggiore dell&amp;#39;Aeronautica militare, generale Pasquale Preziosa, per informarlo della &amp;laquo;necessità di avvicendare il colonnello Giovanni Bardelli&amp;raquo;, uomo dell&amp;#39;arma azzurra, che aveva la carica di capo nucleo voli raggruppamento unità Difesa presso l&amp;#39;ufficio dei voli di Stato. Gli propose &amp;laquo;preso atto della richiesta nominativa della Presidenza del Consiglio dei ministri&amp;raquo; di dare &amp;laquo;l&amp;#39;incarico interforze al colonnello Valerio Celotto&amp;raquo;, anche lui uomo dell&amp;#39;Aeronautica. Preziosa gli fece presente che &amp;laquo;Celotto, provenendo dal ruolo commissariato&amp;raquo; non aveva esercitato prima di allora &amp;laquo;la gestione di attività operativa dei velivoli, non risultando conseguentemente in possesso della necessaria e comprovata esperienza per un così delicato incarico&amp;raquo;. Puntualizzò anche che &amp;laquo;l&amp;#39;impiego presso il citato ufficio richiede un&amp;#39;estrazione professionale coerente e dedicata a tale incombenza, costituendo, tale ultimo aspetto, prerequisito all&amp;#39;assunzione di un incarico al quale sono associate responsabilità rilevanti&amp;raquo;. Aggiunse poi che qualora si fosse deciso di procedere comunque sarebbe stato necessario che l&amp;#39;interessato seguisse un corso specifico &amp;laquo;presso la forza armata per mitigare, ancorché non significativamente, il gap professionale conoscitivo&amp;raquo;.Ma perché il capo di Stato Maggiore della Difesa insisteva così tanto per piazzare Celotto in quel posto? Il colonnello è attuale coordinatore del servizio per i voli di Stato, di governo e umanitari. Ricopre un incarico delicatissimo, si occupa, infatti, del &amp;laquo;supporto al Presidente per la disciplina, il coordinamento, l&amp;#39;autorizzazione, l&amp;#39;effettuazione e il controllo del trasporto aereo di Stato o comunque di interesse dello Stato, compresi il trasporto aereo per ragioni sanitarie d&amp;#39;urgenza e umanitarie e per finalità di sicurezza&amp;raquo;. Il militare è stato piazzato in quel posto quando Luca Lotti era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, pare su indicazione del comandante generale dell&amp;#39;Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, entrambi indagati per la questione &amp;laquo;Consip&amp;raquo;. Celotto era uomo di fiducia di Del Sette quando lui ricopriva l&amp;#39;incarico di capo di Gabinetto del ministro della Difesa Roberta Pinotti. La famiglia Celotto è in ottimi rapporti col governo: il fratello del colonnello è capo ufficio personale del ministero della Salute, posto chiave per tutte le richieste di trasferimento nel mondo della Sanità.Che c&amp;#39;è dietro? L&amp;#39;ufficio voli gestisce non solo le tratte aeree, ma un fiume di denaro che ruota intorno al volo stesso. Si va dagli stanziamenti da centinaia di migliaia di euro per gli appalti per i pasti di bordo fino al caffè, ai biscotti, alle caramelle e al materiale da cerimonia. E chi si occupa degli appalti delle pubbliche amministrazioni, compresa fornitura dei servizi per i vari aerei? Ovviamente Consip.Fino al predecessore di Celotto l&amp;#39;incarico veniva ricoperto da un pilota o da un controllore di volo. Si è quindi stranamente passati a una figura non adatta al ruolo.C&amp;#39;è di più. Ci sarebbe un disegno per trasferire il monopolio dei voli di Stato al Cai, la compagnia aerea su cui volano i servizi italiani e per togliere all&amp;#39;Aeronautica il suo ruolo naturale. E c&amp;#39;è chi, a quanto pare, avrebbe molto da guadagnare dal veder appaltati i voli blu così da renderli in futuro difficilmente tracciabili. In questo modo, infatti, i ministri che utilizzano l&amp;#39;aereo di Stato per andare a casa non potrebbero più essere controllati. Nascondendosi quindi dal contribuente, vero finanziatore dei viaggi sugli aerei extralusso. Chissà che i pm che si occupano del caso Consip non abbiano già esaminato anche questo aspetto. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/04/14/1460614509-remocontro-744x445.jpg" /> <![CDATA[Masterchef 6, vince Valerio Braschi]]> Si è conclusa con la vittoria di Valerio Braschi la finale della sesta edizione di Masterchef.Ha 18 anni ed è il concorrente più giovane dell&amp;#39;edizione appena conclusa. Ha sempre dimostrato una grande fantasia, qualità che gli ha permesso di battere le altre due finaliste: Gloria Enrico e Cristina Nicolini. &amp;quot;Voglio partire dal basso e diventare un grande chef&amp;quot;, ha detto prima della finale. Adesso potrà pubblicare il suo primo libro di ricette e ha vinto 100mila euro.&amp;quot;Cucinate con felicità, come quando per la prima volta vi hanno fatto i complimenti per la vostra cucina&amp;quot;, ha dichiarato Mr.Bastianich per introdurre la prima mistery box definita &amp;quot;magica&amp;quot;. Dalla scatola sul palco accanto ai giudici si vedono i parenti e gli amici intimi dei tre concorrenti che augurano l&amp;#39;in bocca al lupo ai finalisti e indicano i loro &amp;quot;piatti del ricordo&amp;quot;. Tanta commozione ed emozione.Sotto la vera mistery i finalisti hanno poi trovato un piatto vuoto. I tre hanno dovuto ideare così una ricetta nuova che raccontasse il loro passato e il presente. Come di consueto i giuduici, passando tra i banconi della cucina, hanno dato consigli ai concorrenti tra risate, attimi di tensione e gag divertenti.Con il &amp;quot;risotto ai gamberi 2.0&amp;quot; Valerio, il piccolo Cannavacciuolo, così come è stato soprannominato dal fratello durante la clip, si è aggiudicato la prova e ha avuto diritto al suo vantaggio per l&amp;#39;invention test. Sotto la cloche dei piatti fatti con gli scarti di cibo che vengono presentati da tre chef che hanno dato diversi consigli a Valerio: Igles Corelli e Pietro Leemann e Matias Perdomo .Il piatto scelto dal diciottenne è stato quello di Corelli, cioè i palloncini di riso croccante con emulsione di gamberi e maionese di scampi e gamberi. A Cristina è stato assegnato il Montblanc di ceci e pollo di Perdomo mentre a Gloria è toccato il &amp;quot;Viaggio nel tempo che è stato e che sarà&amp;quot; di Leemann. Ogni concorrente ha avuto diritto per qualche minuto a un consiglio da parte dei rispettivi chef.Dopo gli assaggi dei quattro temibili ma ormai conosciuti giudici e dei creatori dei diversi piatti presentati è stato deciso che tutti e tre i concorrenti, per la prima volta nella storia di Masterchef Italia, dovessero disputare la finalissima. Nessun piatto di quelli presentati ha meritato infatti la sconfitta.Ogni aspirante chef ha presentato così, a questo punto, il proprio menù degustazione. In balconata ad assistere allo spettacolo i concorrenti eliminati dell&amp;#39;edizione e i familiari dei finalisti. &amp;quot;Dovete raccontarci una storia, un percorso, un cambiamento, un&amp;#39;evoluzione&amp;quot;, ha detto Cracco. Gloria ha presentato &amp;quot;Pazzamente ligure&amp;quot; composto da ingredienti che hanno segnato l&amp;#39;infanzia della 25enne, piatti storici in cui ha introdotto nuove tecniche. Cristina ha cucinato invece il menù &amp;quot;L&amp;#39;eleganza della semplicità&amp;quot;, un viaggio nei sapori del mare e della stessa ragazza. Valerio ha chiamato invece il suo menù &amp;quot;Valerio 18.0&amp;quot;, entrato nel programma da da 18enne e cresciuto in questi ultimi mesi.I finalisti hanno avuto due ore e mezza per preparare l&amp;#39;intero menù ma solo dopo un&amp;#39;ora di lavoro hanno potuto iniziare a presentare i primi piatti ai giudici seduti al &amp;quot;ristorante&amp;quot;. Valerio ha presentato ai giudici il suo primo lavoro, &amp;quot;il mare&amp;quot;, molto gradito dai quattro per l&amp;#39;equilibrio trovato. &amp;quot;Cima alla genovese moderna&amp;quot; è invece il piatto di Gloria ma non ha convinto del tutto i giudici. Infine è il turno di cristina con &amp;quot;Rosa bianca&amp;quot;, un&amp;#39;idea molto apprezzata.Si va avanti con le portate: Valerio ha portato una tartare di wagyn con polpa di riccio di mare, farro croccante e aria di shiso; Gloria ha presentato i pansotti con il sugo di noci, senza sale per Bastianich e Cristina i suoi delicati strozzapreti.I finalisti, un po&amp;#39; in ritardo, sono andati avanti a servire i loro piatti: primo, secondo e dolce. A causa di una spina trovata nel risotto di Gloria, Bruno Barbieri ha rimediato una ferita alla lingua. Anche per questa ragione Cristina e Valerio sono sembrati subito in vantaggio rispetto all&amp;#39;altra avversaria.Come dolce Cristina ha presentato dei mini ghiaccioli al mango e passion fruit e come ultima portata negli ultimissimi secondi il suo &amp;quot;cremoso al lampone&amp;quot;, Gloria il pandolce genovese in chiave morbida e Valerio il semifreddo di Lorenzo, dedicato a suo fratello che lo ha incitato in balconata. Il dolce di Gloria è sembrato in vantaggio rispetto agli altri.&amp;quot;Siete riusciti egregiamente a fare il vostro lavoro&amp;quot;, ha detto subito dopo Cracco seguito da Barbieri che ha sottolineato l&amp;#39;orgoglio che i quattro hanno provato nei loro confronti. Dopo le consultazioni finali, le ultime per Carlo Cracco che ha deciso di lasciare il programma, è stato proclamato il vincitore della sesta edizione di Masterchef. E così tra gli applausi e le lacrime di emozione il giovane Valerio si è aggiudicato l&amp;#39;ambito titolo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/09/1489082076-imgresize.jpg" /> <![CDATA[La moglie di Paolo Bonolis al bancomat: Che ci faccio con 30 euro?]]> In vista di una possibile partenza per Pechino Express, l&amp;#39;amico Alessandro consiglia a Sonia Bruganelli, moglie di Paolo Bonolis, di prelevare al bancomat soltanto pochi euro per abituarsi ad uno stile di vita un po&amp;#39; più umile, ma subito la donna ribatte: &amp;quot;E che ci faccio con 30 euro.La frase non è passata inosservata e ha immediatamente fatto scatenare il pubblico. Il video è stato pubblicato dalla moglie di Paolo Bonolis sul suo profilo Instagram e nel giro di qualche ora è diventato virale. Nel filmato si vedono Sonia e l&amp;#39;amico Alessando davanti allo sportello del bancomat di Cortina d&amp;#39;Ampezzo. &amp;quot;Lì serve un dollaro e mezzo al giorno, prendi solo 30 euro. Fai vedere che anche tu campi con poco&amp;quot;, dice l&amp;#39;uomo alla moglie di Bonolis.Ma subito la Bruganelli ribatte: &amp;quot;Che ci faccio con 30 euro? E&amp;#39; tutto finto, non ci campano con un dollaro e mezzo. Non è possibile. Voi politically correct siete proprio falsi...&amp;quot;. Spazientito Alessandro la invita a prelevare soltanto 30 euro per la settimana &amp;quot;così ti abitui piano piano perché c&amp;#39;è gente che ci campa con quei soldi&amp;quot;. A questo punto la moglie di Bonolis sferza il colpo finale: &amp;quot;Ma chi lo dice che devo andare a Pechino. A Pechino ci vanno quelli che non...&amp;quot;Questo filmato ha fatto parecchio infuriare gli utenti che già in passato avevano contestato lo stile di vita di Sonia Bruganelli. La moglie di Paolo Bonolis, infatti, quest&amp;#39;estate, aveva condiviso sui social una foto della sua famiglia mentre andava in vacanza a Formentera a bordo di un jet privato e aveva scritto in un commento: &amp;quot;Avendo molti bambini lo noleggiamo ogni anno. Potendo farlo, perché no?&amp;quot;. In quel caso, le risposte degli utenti erano state poco carine e anche questa volta molti ci sono andati giù pesante. (Guarda il video) Non riesce a parlare d&amp;#39;altro. Pechino express addected @alessandroboero NON CI VADO A PECHINO Express!!!!!!Un post condiviso da Sonia Bruganelli (@soniabrugi) in data: 8 Mar 2017 alle ore 12:23 PST <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/09/1489079623-bonolis.jpg" /> <![CDATA[8 bit, Horizon: Zero Dawn]]> Gli esordi non sono mai facili. Spesso, si finisce col commettere errori dovuti, il più delle volte, alla mancanza di esperienza. Il rischio è quello di partire con tante ambizioni che, strada facendo, svaniscono nel nulla.Guerrilla Games, nota sviluppatrice di videogiochi sparatutto (vedi Killzone), di proprietà di Sony Computer, ha deciso di lanciarsi nel mondo degli action rpg open world con un progetto molto ambizioso che è riuscito non solo a creare, ma anche a portare a termine in modo molto positivo. La creatura che ne è nata è Horizon: Zero Dawn (in esclusiva per PS4) premiato all&amp;rsquo;E3 2016 come gioco più originale.La storia è ambientata nel 3000 d.C., su una terra distrutta da un cataclisma, nella quale gli uomini si sono riorganizzati in società tribali, perdendo la supremazia sul territorio, lasciando il posto a delle macchine zoomorfe, create dagli antichi e poi sfuggite al loro controllo.La protagonista, Aloy, è un&amp;rsquo;emarginata dalla nascita e, per tutta la sua infanzia, fino ai 16 anni, viene allenata da Roost, anche lui esiliato, per superare la prova d&amp;rsquo;accesso alla tribù dei Nora, popolazione pacifista.Entrare in questo clan aiuterà Aloy a rispondere ad alcune sue domande come, ad esempio, il perché della sua emarginazione dalla nascita e sul chi siano i suoi genitori. Un viaggio sia fisico, sia interiore, considerando che durante il gameplay noteremo una crescita interiore della nostra protagonista, quasi come se il gioco fosse un romanzo di formazione.La mappa è molto estesa e costellata di macchine più o meno potenti, che potranno essere evitate con un approccio stealth o con un combattimento faccia a faccia, con l&amp;rsquo;ausilio di un arsenale molto vario.Oltre a un arco per gli attacchi a distanza e una lancia per gli scontri ravvicinati, potremo servirci di bombe elementali, trappole e altri strumenti che ci aiuteranno nell&amp;rsquo;abbattere i mostri meccanici più grandi e potenti.Purtroppo, nel gioco non è presente un vero e proprio targeting system per colpire gli avversari e ciò metterà alla prova le abilità del giocatore che dovrà affinare le sue doti nell&amp;rsquo;attacco e nella schivata.Naturalmente oltre alle missioni principali ci sono anche quelle secondarie, che aiuteranno il giocatore ad aumentare il livello del personaggio e ottenere punti abilità che verranno scambiati per fornire il nostro personaggio di nuove caratteristiche e bonus che torneranno utili.Nell&amp;rsquo;area di gioco, sono presenti anche campi di banditi da assaltare e torri, che in Horizon sono sostituite da giganteschi dinosauri meccanici, che riveleranno ogni attività da svolgere nella porzione di mappa sottostante.Una nota negativa da sottolineare è la disparità di intelligenza artificiale degli umani rispetto alla macchine, dato che è veramente facile eluderli e abbatterli, pur con un minimo di astuzia e senza alcuno sforzo.Il gioco vale il prezzo e anche se, forse, richiama un po&amp;rsquo; troppo altri titoli colonna di questo genere, lascerà il giocatore, alla fine dell&amp;rsquo;esperienza, molto soddisfatto <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/09/1489073680-3126129-horizonzerodawn-screens-septevent.jpg" /> <![CDATA[B movie senza pretese per il gorillone]]> La televisione è percepita come il mezzo di evasione più pratico e immediato. Ci si siede sul divano e, come si suol dire, si &amp;laquo;stacca il cervello&amp;raquo;, per rilassarsi, lasciandosi &amp;laquo;travolgere&amp;raquo; dalle immagini del piccolo schermo, abbassando le difese. Non a caso, attraverso le serie tv, i Democratici hanno rivoluzionato la cultura americana, imponendo i propri valori, prima negli Usa e poi nel resto del mondo. Tutto questo cosa ha a che vedere con questo Kong? Per il fatto che il miglior modo di godersi la proiezione del film è quello di &amp;laquo;scollegare&amp;raquo; la mente, &amp;laquo;subire le immagini&amp;raquo;, tornare un po&amp;#39; bambini. Non a caso, dirige Jordan Vogt-Roberts, uno che ha un passato come autore televisivo. Perché se iniziate a farvi domande sulla sceneggiatura, beh qui vi trovate di fronte ad una delle pellicole peggio scritte della storia, piena di incongruenze (soprattutto militari), con personaggi trasformati in figurine, senza un minimo spessore, storia, pathos. Sono lì come merce di scambio per l&amp;#39;intrattenimento, comparse per alimentare gli esseri mostruosi che li faranno fuori, a turno, nei modi più disparati e divertenti (uno viene impalato dalla zampa di un ragno gigante). La trama è pretestuosa e banale. Siamo nel &amp;#39;73, la guerra in Vietnam è quasi finita (evidenti i continui messaggi pacifisti) e una sezione del governo americano va in missione per scoprire cosa si celi in una misteriosa, quanto meravigliosa, isola del sud Pacifico, a forma di teschio. Con loro, anche uomini dell&amp;#39;esercito Usa, un avventuriero e una fotografa. Dopo pochi minuti, compare subito Kong che abbatte gli elicotteri costringendo i sopravvissuti ad una sorta di &amp;laquo;Odissea&amp;raquo;, tra animali mostruosi, per raggiungere un punto da dove fuggire. Il gorillone dal viso sempre incavolato (avrà letto la sceneggiatura?), in realtà, adorato dalla muta popolazione locale dove è ospitato anche un soldato della Seconda Guerra Mondiale, sorveglia sul manipolo di sprovveduti. Ovvero, ogni due per tre, si scontra con piovre, ragni e via dicendo. Che è poi il motivo per cui si va a vedere un film del genere. Un onesto B movie che diverte durante la visione, ma del quale ci si scorda dopo appena cinque minuti dall&amp;#39;uscita dalla sala. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/09/1489045974-14-7144097.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, il fidanzato di Giulia fa marcia indietro: Non vedo l'ora di stringerti]]> Giulia Calcaterra è la quinta eliminata dell&amp;#39;Isola dei Famosi, l&amp;#39;ex velina di Striscia la Notizia ha perso al televoto contro Moreno e Simone Susinna.Il pubblico ha deciso di farla uscire con il 43% dei voti, una percentuale molto alta, probabilmente dovuta anche ai duri scambi di battute con Raz Degan. Non è cosa nuova, infatti, che l&amp;#39;ex modello israeliano sia molto amato dal pubblico e quindi Giulia Calcaterra ne ha pagato le conseguenze. Ma Giulia Calcaterra non si è conquistata &amp;quot;l&amp;#39;antipatia&amp;quot; del pubblico solo parlando male di Raz Degan. L&amp;#39;ex velina - stando a quanto si apprende sui social - si è guadagnata l&amp;#39;eliminazione anche per come ha reagito quando Alessia Marcuzzi le ha comunicato che il suo fidanzato ha deciso di lasciarla.Nel corso della punatata del 28 febbraio, Giulia Calcaterra aveva scoperto di essere stata lasciata dal suo fidanzato Diego Dario perché &amp;quot;l&amp;#39;atteggiamento con Simone Susinna lo ha particolarmente infastidito&amp;quot;. L&amp;#39;ex velina, al suono di queste parole, era rimasta piuttosto distaccata, non si era fatta prendere dal panico e aveva voluto parlare soltanto della prova leader.Subito dopo la puntata, poi, era finita in nomination e il suo fidanzato aveva scritto su Facebook: &amp;quot;Fate rimanere Giulia in quell&amp;#39;Isola! Perché merita di stare lì!!! È l&amp;#39;unica cosa che ho da dirvi...&amp;quot;. Il messaggio aveva fatto molto discutere e sembrava che l&amp;#39;addio di Diego Dario fosse ormai cosa certa.Ma ecco che arriva il colpo di scena. Ieri sera, dopo l&amp;#39;eliminazione di Giulia Calcaterra, il suo fidanzato torna a farsi vivo e sempre su Facebook scrive un post dai caratteri completamente diversi da quello precedente: &amp;quot;Non vedo l&amp;#39;ora di stringerti...&amp;quot;. Il messaggio non è passato inosservato e il pubblico si è subito chiesto a che gioco sta giocando Diego Dario. (Guarda il post su Facebook) <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/01/1488363212-giulia-calcaterra.jpg" /> <![CDATA[Donne e universo hi-tech: ancora lontana l'uguaglianza]]> Diseguaglianze di reddito, pregiudizi di genere e difficoltà nell&amp;#39;accesso ai ruoli strategici delle aziende. Questo il preoccupante quadro che immortala la presenza femminile nell&amp;#39;hi-tech, il settore industriale oggi a più rapida crescita, nonché quello dalle più rosee previsioni per il futuro. Lo conferma un recente studio ISACA, reso noto in questi giorni in occasione delle celebrazioni per l&amp;#39;8 marzo. E sebbene il gender gap in termini di stipendio sia più ridotto in queste realtà rispetto ad altri settori strategici dell&amp;#39;economia, molto deve essere ancora fatto per raggiungere la piena uguaglianza fra uomo e donna.Il problema non è certamente nuovo: già Payscale, società specializzata nell&amp;#39;analisi del capitale umano, ha di recente confermato come l&amp;#39;universo hi-tech sia prevalentemente occupato da uomini. La forza lavoro femminile raggiunge solo il 28% dei ruoli di management, al 21% se la posizione prevede responsabilità esecutive, nonostante lo scorso anno il Peterson Institute for International Economics abbia dimostrato come la presenza di donne in posizioni chiave dell&amp;#39;azienda porti, in media, a una crescita del 15% sui profitti.Dei dati che sembrerebbero essere confermati dallo studio &amp;quot;The Future Tech Workforce: Breaking Gender Barriers&amp;quot;, condotto da ISACA e pubblicato lo scorso 6 marzo: più della metà dei dirigenti nel settore hi-tech, infatti, ritiene che la ridotta disponibilità di donne in ruoli strategici possa costituire un limite alla crescita e all&amp;#39;innovazione. In particolare, l&amp;#39;87% degli intervistati si rivela molto preoccupato per l&amp;#39;esiguo numero di donne nell&amp;#39;industria tecnologica e, fra le motivazioni, sarebbero emersi cinque ostacoli principali: la mancanza di mentori e ruoli formativi (48%), la mancanza di modelli femminili autorevoli (42%), i pregiudizi di genere sul lavoro (39%), le opportunità di crescita diseguali rispetto agli uomini (36%) e gli stipendi differenti tra uomini e donne a parità di ruolo (35%).Ma quali sono i fattori più limitanti per la crescita professionale femminile nell&amp;#39;universo IT? Il 75% della forza lavoro sottolinea come le aziende non offrano dei programmi per lo sviluppo di una leadership di genere, un fatto dovuto anche dalla massiccia presenza di uomini nei ruoli di supervisione: 8 donne su 10, infatti, rispondono a un superiore di genere maschile. Di queste, solo il 22% ritiene che l&amp;#39;azienda e i superiori siano davvero impegnati nella crescita della presenza femminile nel settore. Questo perché il 33% del campione afferma che l&amp;#39;universo IT preveda ruoli di leadership prevalentemente maschili, con il 22% convinto che l&amp;#39;hi-tech sia rappresentato come un campo professionale per uomini e il 14%, invece, preccupato dal fatto che i modelli lavorativi dell&amp;#39;industria non permettano alle donne di raggiungere un equilibrio tra le necessità professionali e quelle di vita. Non va meglio in merito all&amp;#39;eguaglianza di stipendio percepita, con una donna su quattro convinta di raggiungere un reddito inferiore rispetto alle controparti, con una media del 33% di lavoratrici pagate meno dei colleghi per medesimi ruoli in azienda. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/08/1488974782-donna-business-pexels.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, Eva Grimaldi furiosa con Raz: Io ti uccido]]> L&amp;#39;esperienza all&amp;#39;Isola dei Famosi per Imma Battaglia è finita ieri, ma nelle ultime ore stanno emergendo particolari sulla sua permanenza in Honduras. Imma Battaglia ha vissuto la sua esperienza sorpattutto con Raz Degan. La compagna di Eva Grimaldi, infatti, aveva un compito ben preciso: far riappacificare il gruppo. Obiettivo, però, che non è stato raggiunto, ma non per volontà sua. Nel corso della permanenza in Honduras, Imma ha fatto fatica sia a gestire la fame che la convivenza con Raz Degan. Già dai primi giorni, la donna ha definito &amp;quot;piccola e claustrofobica&amp;quot; la capanna costruita dal naufrago. E durante la notte, tormentata dalla tosse, non riusciva nemmeno a muoversi e a prendere sonno.Così Imma Battaglia è apparsa decisamente demoralizzata della sua esperienza all&amp;#39;Isola dei Famosi. E poche ore prima di partire si è sfogata con Giulio Base: &amp;quot;C&amp;#39;è quello (Raz) con cui devi sempre stare zitta e che cazzo&amp;hellip;Sono dentro a un&amp;#39;assurdità. Ho fame e devo mangiare, lui si deve prendere cura di me e devo mangiare, qualcosa almeno. Io non ce la faccio più, io se non mangio sto male. Lui deve prendersi cura di me, gliel&amp;#39;ho detto. Ma perché lo devo sempre inseguire?!? Non è possibile, io non ho parole. Aver cura significa anche non mettere le persone in imbarazzo. Io in questa divisione del territorio sto in un fottuto imbarazzo. Se glielo dico, dice che non mi devo porre il problema&amp;quot;.Dopo essersi sfogata con Giulio Base, la stanchezza ha iniziato a farsi sentire, così non ha potuto aiutare il gruppo ed è scoppiata a piangere. Giulio Base l&amp;#39;ha abbracciata e insieme a Moreno e a Samantha De Grenet, ha provato a consolarla. In confessionale, poi, ha spiegato: &amp;quot;Io non mi sentivo accolta da Raz. Mi sentivo rigida, immobile, ogni cosa che facevo era sbagliata&amp;quot;.Ma il malessere di Imma Battaglia ha scatenato la furia di Eva Grimaldi, che in confessionale si è scagliata contro Raz Degan: &amp;quot;Tu avresti dovuto proteggerla e non lo fai? No, allora divento un animale. Una belva. Lui vuole solo vincere, non gli importa niente dei rapporti umani&amp;quot;.Poi, in lacrime, Eva si è confidata con Samantha De Grenet: &amp;quot;Se tu non dai vitto e alloggio, ma sai che dovresti fare così, e non hai rispetto per una persona a cui io tengo da matti che sai che ha fame, io ti uccido&amp;quot;. Ma la frase di Eva Grimaldi non è passata inosservata e sul web si è scatenato un putiferio.Gli utenti, infatti, hanno subito ricordato il caso di Clemente Russo che nel corso di questa edizione del Grande Fratello Vip aveva usato parole dure nei confronti di Simona Ventura e delle donne in generale. Il pugile aveva utilizzato proprio un&amp;#39;espressione simile a quella della Grimaldi e per qusto motivo era stato espulso dal reality.Ora, la rete insorge e chiede l&amp;#39;espulsione di Eva Grimaldi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/07/1488905713-grimaldi.jpg" /> <![CDATA[Fedez e Ferragni rispondono alle accuse: Il nostro amore è vero]]> Tra social network e vacanze extralusso, per lavoro o per piacere, la coppia Chiara Ferragni e Fedez ha trovato il tempo di rilasciare la prima intervista insieme. Dalle pagine di Vanity Fair, la fashion blogger e il rapper milanese si tolgono qualche sassolino dalla scarpa.Dall&amp;#39;inizio della loro relazione, i più maligni hanno infatti ipotizzato si potesse trattare di una storia interamente studiata a tavolino. Il motivo dell&amp;#39;insinuazione sembrerebbe essere l&amp;#39;enorme successo di cui godono entrambi e che la loro unione ha certamente incrementato. Se il raviolo che hanno deciso di tatuarsi insieme non è bastato a mettere a tacere le male lingue, allora ci pensa la stessa Chiara: &amp;quot;Saremmo dei pazzi a stare insieme per convenienza - ha detto Chiara - Come si fa a pensare che, per una messinscena, due passino un mese insieme a Los Angeles, a Natale?&amp;quot;. Più diplomatica la risposta di Fedez: &amp;quot;Ma è inevitabile che succeda quando due mondi come i nostri si uniscono, anche perché, siamo onesti: c&amp;#39;è gente che queste cose le costruisce davvero a tavolino. Sinceramente, però, non mi interessa dare spiegazioni. Se pensi che sia una storia finta, bella lì: la relazione è nostra&amp;quot;.Progetti per il futuroQuando parla di Chiara il rapper diventa però più romantico: &amp;quot;Oltre che bellissima, è sincera: dice quello che pensa. E poi mi rassicura il fatto che sia famosa di suo. Mi è capitato, in passato, di dubitare della sincerità di una donna. Il retropensiero che una possa stare con te per interesse c&amp;rsquo;è sempre&amp;quot;. E poi esprime una preoccupazione sulla loro relazione: &amp;quot;Ho paura che la storia possa deragliare perché non ci vediamo abbastanza&amp;quot;. La Ferragni è invece più ottimista e guarda al futuro: &amp;quot;Un figlio entro i miei trent&amp;#39;anni ci sta. Non aspetterei troppo. Sposarsi, avere un bambino sono decisioni che andrebbero affrontate con l&amp;#39;entusiasmo iniziale&amp;quot;. Me and my love @fedez shot together in New York by @guyaroch for @vanityfairitalia Out tomorrow #RavioliUn post condiviso da Chiara Ferragni (@chiaraferragni) in data: 7 Mar 2017 alle ore 03:39 PST <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/07/1488905964-17199081-10213009766624492-163288121-n.jpg" /> <![CDATA[“I giovani del Premio Ricoh”, la mostra a Milano dal 9 marzo]]> Dopo sei anni, la mostra &amp;ldquo;I giovani del Premio Ricoh&amp;rdquo;, cambia sede: dall&amp;#39;Oberdan, non più disponibile alle rassegne d&amp;#39;arte, passa allo spazio espositivo di Mondadori Megastore di via Marghera 28, a Milano, dove sarà inaugurata giovedì 9 marzo. Il Ricoh è considerato uno tra i più importanti premi per giovani autori della contemporary art, ed è caratterizzato dalla forte connotazione di csr, corporate social responsibility.E&amp;#39; nato per aiutare i giovani artisti a farsi conoscere e ad imporsi sul mercato. I partecipanti erano tenuti a interpretare uno dei valori di Ricoh, traducibile nella formula &amp;ldquo;l&amp;#39;innovazione ecocompatibile&amp;rdquo;. Anche quest&amp;#39;anno le richieste d&amp;#39;adesione, raccolte anche con la collaborazione di Accademie e Scuole d&amp;#39;arte sono state oltre 500. Tra queste, gli organizzatori hanno individuato i 21 finalisti (suddivisi in tre sezioni: pittura, scultura e fotografia) che partecipano alla mostra in Mondadori, in cartello sino al 19 marzo. Una giuria composta da rappresentanti del mondo dell&amp;#39;arte, delle istituzioni, dei media e della business community, scegliera il vincitore assoluto e i tre vincitori per categoria.Due le altre novità di questa edizione: la collaborazione con Mondadori Store, che ha appunto messo a disposizione la sede, e la presidenzaa della giuria, passata dal professor Giacinto di Pietrantonio, direttore del Gamec, uno dei più autorevoli critici a livello internazionale, a Giorgio Grasso, curatore del Padiglione Armenia della Prossima Biennale di Venezia, dove, nel 2011 era stato il coordinatore del Padiglione Italia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/07/1488900515-aguzzi-edoardo.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, Eva gelosa di Imma per colpa di Giulia Calcaterra]]> Nel corso della quinta puntata dell&amp;#39;Isola dei Famosi, è sbarcata in Honduras Imma Battaglia, amica del cuore di Eva Grimaldi, la donna ha dovuto trascorrere una settimana con Raz Degan e ha cercato in tutti i modi di riportare la pace fra i naufraghi.Tentativo che purtroppo è fallito. Imma Battaglia, infatti, qualche ora fa, ha detto in un confessionale che ha cercato di portare un po&amp;#39; di serenità nel gruppo, ma spesso è difficile parlare con Raz. D&amp;#39;altro canto, anche il resto dei naufraghi ha un atteggiamento ostile nei confronti dell&amp;#39;ex modello israeliano: &amp;quot;Devono fare tutti un passo indietro e ricominciare, se no è impossibile andare d&amp;#39;accordo&amp;quot;.Ma lasciato da parte Raz Degan, Imma Battaglia è stata protagonista di un&amp;#39;altra &amp;quot;guerra&amp;quot; che fortunatamente si è conclusa con la pace. Prima della prova settimanale, Giulia Calcaterra si è lamentata della possibilità di restare l&amp;#39;unica donna sull&amp;#39;Isola durante la prova. E Imma Battaglia ha ribattuto dicendo: &amp;quot;Non vado a vedere, resto io con te, così dicono che stiamo insieme&amp;quot;.Subito Eva Grimaldi, che secondo alcune indiscrezioni avrebbe una particolare amicizia con Imma, le ha risposto col sorriso: &amp;quot;Così ti spezzo le gambe, farai la prova in carrozzella&amp;quot;. Secondo quanto riporta Blitzquotidiano, a quel punto, per stemperare i toni, è intervenuta Samantha De Grenet che ha intonato il brano &amp;quot;Gelosia&amp;quot; dei Dirotta su Cuba.Alla fine è bene quel che finisce bene e Eva ha abbracciato Giulia Calcaterra. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/06/1488817808-640x360-c-2-video-696795-videothumbnail.jpg" /> <![CDATA[Uomini e Donne, Mario e Claudio si sono lasciati]]> La loro storia d&amp;#39;amore è nata a Uomini e Donne, Mario Serpa e Claudio Sona sono stati la prima coppia omosessuale a formarsi in uno studio televisivo, ma anche per loro è arrivato il momento di dirsi addio.Dopo settimane di silenzio, i due hanno deciso di spiegare ai fan cosa sta succedendo alla loro relazione. L&amp;#39;annuncio della crisi è arrivato prima sul profilo Instagram di Claudio Sona: &amp;quot;Mi dispiace che il silenzio di questi giorni sia stato mal interpretato. Non abbiamo mai preso in giro nessuno, ma abbiamo solo avuto bisogno di tempo per capirci e confrontarci. Anche se la relazione tra me e Mario è nata pubblicamente, è impossibile farvi capire tutto quello che c&amp;#39;è stato e che è successo tra noi in questo periodo. Siete liberi di avere la vostra opinione, io non bloccherò nessun utente perché credo nella libertà di espressione. Mi riserverò di farlo solo nel caso in cui ci fossero commenti discriminatori o volgari. Ringrazio immensamente tutte le persone che mi sostengono con il loro affetto e la loro comprensione. Spero di tornare presto a sorridere e a divertirmi con voi&amp;quot;.E se dalle parole di Claudio poteva sembrare soltanto una crisi passeggera, a chiarire ogni dubbio ci pensa Mario. &amp;quot;Ciao ragazzi - scrive Mario Serpa sul suo profilo Instagram - sono stati giorni di silenzio, ma non vogliamo prendere in giro nessuno. Abbiamo scelto di far nascere questa relazione pubblicamente e quindi è doveroso condividere con voi i nostri pensieri. Siamo due persone normali che trovano difficoltà durante un percorso e hanno difficoltà a superarle. Claudio è stato una persona importante a cui ho voluto e voglio bene. Detto ciò spero che continuerete a volere bene ad entrambi. Grazie di tutto&amp;quot;.La triste notizia ha lasciato di stucco i fan della (ex) coppia che hanno sempre creduto nel loro amore. Mi dispiace che il silenzio di questi giorni sia stato mal interpretato. Non abbiamo mai preso in giro nessuno, ma abbiamo solo avuto bisogno di tempo per capirci e confrontarci. Anche se la relazione tra me e Mario è nata pubblicamente, è impossibile farvi capire tutto quello che c&amp;#39;è stato e che è successo tra noi in questo periodo. Siete liberi di avere la vostra opinione, io non bloccherò nessun utente perché credo nella libertà di espressione. Mi riserverò di farlo solo nel caso in cui ci fossero commenti discriminatori o volgari. Ringrazio immensamente tutte le persone che mi sostengono con il loro affetto e la loro comprensione Spero di tornare presto a sorridere e a divertirmi con voi. Circondatevi di persone che vi rendono felici e sentitevi liberi di prendere decisioni che vi rendono tali.Un post condiviso da Claudio Sona (@realclaudiosona) in data: 5 Mar 2017 alle ore 12:40 PST Ciao ragazzi, sono stati giorni di silenzio ma non vogliamo prendere in giro nessuno. Abbiamo scelto di far nascere questa relazione pubblicamente e quindi è doveroso condividere con voi i nostri pensieri. Siamo due persone normali che trovano difficoltà durante un percorso e hanno difficoltà a superarle. Claudio è stato una persona importante a cui ho voluto e voglio bene. Detto ciò spero che continuate a volere bene ad entrambi. Grazie di tutto #beyourselfUn post condiviso da Mario Serpa (@serpiko6) in data: 5 Mar 2017 alle ore 13:32 PST <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/17/1481993690-uomini-e-donne-trono-gay-anticipazioni-scelta.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, Moreno ai naufraghi: Parlate bene di me così non esco]]> Moreno, Giulia Calcaterra e Simone Susinna sono i nominati di questa settimana e martedì uno di loro dovrà lasciare l&amp;#39;Isola dei Famosi. A un giorno della diretta, i tre vip stanno mettendo in atto alcune strategie per rimanere in gioco.Primo fra tutti Moreno. Il naufrago sta provando in tutti i modi a evitare di uscire. E se il rapper cerca di stringere i rapporti, gli altri naufraghi già gli chiedono di lasciare sull&amp;#39;Isola la sua coperta nel momento in cui verrà eliminato. Ma la richiesta non è piaciuta a Moreno che subito ha ribattuto: &amp;quot;Ma voi aiutatemi a non uscire, cosa mi dite la coperta. Io la coperta ve la regalo pure, ma aiutatemi a non uscire&amp;quot;. Nancy Coppola allora gli ha rivelato che &amp;quot;già ieri ho parlato di te in confessionale&amp;quot;. Moreno, estasiato dalla notizia, ha subito spiegato che è proprio questo ciò che desidera. &amp;quot;Io vi sto mettendo la pulce nell&amp;#39;orecchio - aggiunge -. Dovete parlare bene di me nel confessionale&amp;quot;. Nei giorni scorsi, poi, il rapper ha parlato del grande disappunto provato dopo aver ascoltato i fischi del pubblico e le critiche ricevute da Vladimir Luxuria nel corso della quinta puntata.&amp;quot;Se avessi potuto seppellirmi sotto tre metri di sabbia l&amp;#39;avrei fatto - conclude -. Mi sono sentito davvero inutile. È normale che una persona ci rimanga male se vengono dette determinate cose. Vipera, serpente&amp;hellip;ormai sembra la vecchia fattoria. Abbiamo iniziato con il cane, poi lui ci ha dato della pecora, uno dice serpente. È dai colpi più duri che si fa lo sforzo di crescere e di dimostrare il contrario&amp;quot;. Samantha De Grenet, sentite queste parole, prende subito la palla al balzo per incoraggiarlo: &amp;quot;Che tu possa fare dei complotti fa parte del gioco, tu puoi metterti d&amp;#39;accordo anche con otto persone. Nessuno te lo vieta, stai giocando. Hai tutto il tempo per dimostrare chi sei. Metti da parte ciò che è accaduto in puntata, basta, ne abbiamo parlato e ne abbiamo preso atto. Siamo tutti scontenti, tutti innervositi da ciò che è successo, ma basta&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/06/1488796153-moreno.jpg" /> <![CDATA[Io faccio film, la magia del cinema contro la pirateria]]> Una campagna innovativa per accendere i riflettori sugli effetti della pirateria informatica sulla produzione cinematografica. Una serie di spot per far conoscere i protagonisti meno conosciuti del mondo del grande schermo, quelle maestranze che sono il motore e il braccio artistico o artigianale dei film che approdano nelle sale.Un piccolo tour per l&amp;rsquo;Italia per avvicinare il pubblico ai protagonisti visibili o nascosti dell&amp;rsquo;industria della settima arte. É questo il senso e lo spirito di &amp;laquo;Io faccio cinema&amp;raquo;, campagna promossa da Anica, Fapav, Mpa e Univideo per sostenere e valorizzare le professionalità del cinema italiano. &amp;laquo;Le maestranze del cinema vivono nell&amp;#39;ombra di un film ma svolgono lavori essenziali&amp;raquo;, dice Carlo Verdone, grande sostenitore dell&amp;rsquo;iniziativa. Dei 9 spot istituzionali previsti, ognuno dedicato a un mestiere del cinema, 6 sono già stati presentati in varie occasioni, dalla Mostra del cinema di Venezia alla Festa di Roma, e gli ultimi 3 hanno debuttato in un evento pubblico alla Casa del cinema di Roma davanti ai rappresentanti delle associazioni promotrici e dell&amp;rsquo;industria audiovisiva, in una mattinata dedicata al truccatore premio Oscar Manlio Rocchetti recentemente scomparso.Il messaggio-chiave è quello che lancia Francesco Rutelli, presidente dell&amp;rsquo;Anica.&amp;laquo;Quella della lotta alla pirateria non è una battaglia persa&amp;raquo; dice l&amp;rsquo;ex sindaco di Roma. &amp;laquo;Non si deve confondere la libertà di accesso a certi contenuti con quella di prelevare gli stessi. Andrebbero coinvolti anche gli hacker in questa battaglia&amp;raquo;. I numeri dell&amp;rsquo;industria - con oltre 170mila persone impiegate - sono di tutto rispetto. Il valore complessivo è di circa 14 miliardi di euro e costituisce un&amp;rsquo;importante risorsa culturale, economica e occupazionale per il nostro Paese. Un settore che va sostenuto, tutelato e rispettato. Le testimonianze dei presenti hanno sottolineato ancora una volta come la pirateria rechi un danno enorme all&amp;rsquo;industria cinematografica. In particolare Barbara Salabè per Warner Bros, ha fatto notare quanto la pirateria vada a colpire nella zona grigia intermedia, ovvero quando il film non è più disponibile nelle sale ed è in attesa di uscita in dvd e blue ray. Ebbene in quel lasso di tempo c&amp;rsquo;è un vero e proprio aumento esponenziale della pirateria, per non parlare delle serie tv.L&amp;rsquo;ospite d&amp;rsquo;onore è stato, ovviamente, Carlo Verdone, soffermatosi sui suoi rapporti con le troupe. &amp;laquo;Un regista è buono solo grazie alla persone che lo circondano e lo aiutano. Devo molto a loro per Un sacco bello o per Compagni di scuola, forse il film più complesso che io feci, quel confrontarsi, quel chiedere: &amp;laquo;Come so andato? Meglio farne un&amp;rsquo;altra?&amp;raquo; ti dà una grande forza per capire. Ricordo ce quando girammo Compagni di scuola, un film complesso, con 19 attori, chiesi di iniziare a girare dalla scena numero uno, ma non fu possibile perché le location non erano disponibili. Ero disperato, per la prima volta fui preso dalla disperazione. Mi chiusi in un piccolo bagno della villa dove dovevamo girare, appoggiai la testa allo scarico e mi misi a piangere. E dissi dentro di me, &amp;lsquo;stavolta il film lo sbaglio&amp;rsquo;. Non sapevo come fare, girare partendo da metà film, come potevo capire le psicologie dei personaggi, come si erano evolute. Rivolsi una preghiera a Sergio Leone e a mia madre, affinché mi aiutassero ad avere la massima concentrazione. Giuro l&amp;rsquo;ho fatto. Dissi un Padre Nostro, un&amp;rsquo;Ave Maria&amp;hellip;. All&amp;rsquo;uscita incontrai il capo macchinista che fumava una sigaretta lo guardai e mi scappò la battuta: Ma si può cominciare il film dalla scena 47, un film come questo !&amp;ldquo;. Lui mi guardò e disse: &amp;ldquo;Che cazzo te frega, daje che ja fai, ce stamo noi che te stamo accanto&amp;ldquo;. &amp;laquo;Be&amp;rsquo;, quella cosa, quel te stamo accanto detto da un vecchio macchinista molto simpatico fu veramente un grande incoraggiamento per me e sicuramente è merito loro che forse, almeno per me, questo resta uno dei migliori film che ho mai fatto&amp;raquo;.Il senso della campagna, comunque, è quello di battere più sul tasto del fascino e della magia del cinema da tutelare piuttosto che su quello delle possibili sanzioni. &amp;laquo;IO FACCIO FILM è una campagna che nasce dal desiderio di raccontare tutto quello che c&amp;rsquo;è dietro un film: passione, professionalità e talento&amp;raquo; spiega Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale FAPAV. &amp;laquo;Il progetto è stato lanciato durante lo scorso Festival di Venezia e in questi sei mesi abbiamo incontrato studenti e appassionati di cinema nelle università e nei festival, oltre ad aver avviato a una campagna social che ci sta regalando molte soddisfazioni. Solo su Facebook sono oltre 1.700.000 le visualizzazioni degli spot del progetto, che continuerà fino a giugno. Gli spot della campagna sono incentrati sulle singole professioni, a volte poco conosciute ma decisamente affascinanti: da chi realizza a mano parrucche per gli attori, a chi si occupa di ricreare non solo digitalmente mostri ed effetti che vediamo nei film.Io faccio film è un progetto che ribadisce la necessità di tutelare tutti questi professionisti e i contenuti che grazie al loro lavoro siamo in grado di apprezzare. Purtroppo la pirateria è un fenomeno ancora molto presente, che causa danni per oltre 500 milioni di euro l&amp;rsquo;anno. Campagne come questa servono a riportare l&amp;rsquo;attenzione sul problema, favorendo una cultura della legalità e la promozione stessa dell&amp;rsquo;offerta legale sul web che è sempre più accessibile e competitiva&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/16/1468653560-7073386.jpg" /> <![CDATA[A Carla Fendi il Premio Germozzi per il sostegno al settore dell’artigianato]]> Un riconoscimento per un&amp;rsquo;&amp;laquo;artigiana&amp;raquo; di lusso: Carla Fendi. La presidente della Fondazione Carla Fendi ha ricevuto il Premio Nazionale Manlio Germozzi 2017 della Confartigianato, &amp;laquo;per l&amp;rsquo;assiduo impegno ed il fattivo sostegno in favore della cultura dell&amp;rsquo;artigianato italiano, nel segno di un&amp;rsquo;operosa tradizione familiare&amp;raquo;.Nato per onorare il fondatore della confederazione e dedicato a personalità di rilievo che hanno contribuito allo sviluppo di questo settore, vera risorsa del nostro Paese, il riconoscimento è giunto alla sua terza edizione e precedentemente è stato assegnato a Giuseppe Guzzetti e a Giuseppe De Rita.Si tratta di una corona di alto artigianato in maiolica di Faenza, simbolo della preziosità e della grande eccellenza del settore, che è stata consegnata alla quarta delle sorelle Fendi durante una cerimonia pubblica, nella sede di Confartigianato a Roma, alla presenza del Presidente della &amp;laquo;Fondazione Manlio e Maria Letizia Germozzi&amp;raquo;, Maria Pia Garavaglia, del Presidente della Confartigianato Giorgio Merletti e del Segretario Generale della Confederazione Cesare Fumagalli.&amp;laquo;Sono onorata di questo riconoscimento - ha dichiarato Carla Fendi -. Ho sempre dato un grande valore all&amp;rsquo;artigianato, tratto distintivo dell&amp;rsquo;italianità, riflesso di memorie storiche che intrecciano cultura del territorio, arte e straordinaria abilità manifatturiera, valori per me tra i primi nel mondo. Purtroppo invece l&amp;rsquo;artigianato non è sufficientemente sostenuto e sta rischiando di scomparire. Un artigianato, quello italiano, che è veramente artistico e creativo e che si distingue in tutti i mestieri, da quelli più nobili a quelli considerati più umili come l&amp;rsquo;idraulico, il falegname, l&amp;rsquo;elettricista e altri. Mestieri questi che, oltre che indispensabili, anche eccellenti che purtroppo vanno scomparendo ma che incentivati aiuterebbero molto l&amp;rsquo;attuale e fortissima disoccupazione giovanile. E&amp;rsquo; importante dunque che i giovani, dopo l&amp;rsquo;indispensabile formazione culturale, possano continuare ad esprimersi professionalmente anche attraverso l&amp;rsquo;artigianato, contribuendo a salvare questo settore nel quale, tra l&amp;rsquo;altro, quasi non si avverte crisi&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/03/05/1488730584-32805081530-7b5acbbe07-b.jpg" />